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Non ci sono più basoli del Vesuvio per rifare le strade di Napoli. Si rischia di inondare la città d’asfalto

L’allarme del presidente della Municipalità del centro storico: “I basoli sono esauriti, in caso di emergenza con che ripavimenteremo le strade?”
A cura di Pierluigi Frattasi
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basolato vesuviano / foto fanpage.it
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I tipici basoli di Napoli quelli con la pietra lavica del Vesuvio non si trovano ormai quasi più. Le scorte del Comune, depositate a Piscinola, sono in esaurimento. Una pietra originale  può costare fino a 500 euro. Risultato? Ai Quartieri Spagnoli è stato necessario attendere otto mesi per poter ripavimentare i vicoli con i basoli.

A raccontare a Fanpage.it questa storia è Roberto Marino, presidente della II Municipalità Avvocata-Montecalvario-San Giuseppe-Porto, che abbraccia gran parte del centro storico di Napoli:

Abbiamo dovuto attendere che venissero prima rimossi da via Cristoforo Colombo, dove sono stati sostituiti con l'asfalto, per andare a rimpinguare le scorte in deposito.

Ma se ci dovessimo trovare di fronte ad una urgenza, come quella di riparare una strada importante con grossi dissesti, bisognerà, d'accordo con la Soprintendenza ai Beni Culturali, trovare a malincuore altre soluzioni.
I basoli non sono quadri da ammirare, ma materiali sottoposti a usura che vanno sostituiti per una questione di sicurezza.

Negli scorsi giorni, il parlamentino di piazza Dante ha provveduto a ripavimentare Vico Lungo Teatro Nuovo ai Quartieri Spagnoli, che era stato sottoposto in passato ad un intervento di messa in sicurezza per delle condutture sotterranee. Purtroppo, a causa della mancanza di basoli si sono dovuti attendere 8 mesi per poter rifare la strada.

basolato vesuviano / foto fanpage.it
basolato vesuviano / foto fanpage.it

Marino ha raccontato la storia in un post su Facebook:

Intervento cruciale a Vico Lungo Teatro Nuovo. Nell'ambito di un'operazione di messa in sicurezza dei sottoservizi eseguita più di vent'anni fa, questo tratto di strada è rimasto privo del basolato vesuviano. Originariamente pensato come provvisorio, è stato poi dimenticato e Vico Lungo Teatro Nuovo è rimasto in condizioni precarie fino a pochi giorni fa.

Era da considerare scontato che un intervento del genere fosse parte della quotidiana amministrazione per una strada nella nostra municipalità, ma sorprendentemente non è stato così! A causa della carenza di pietre vesuviane, abbiamo dovuto condurre una ricerca stancante presso i depositi comunali.  Solo dopo aver trovato il basolato necessario siamo potuti intervenire.

Servono alternative per le urgenze

Il problema della penuria dei basoli vesuviani, pietra rara e pregiata – un basolo può costare fino a 500 euro – di origine vulcanica, nata dai residui delle eruzioni del Vesuvio, è ormai lampante. Utilizzato per l'edilizia di pregio a Napoli e nei comuni vesuviani, oggi, purtroppo, a causa dell'usura , non si trova quasi più sul mercato. Il Comune, infatti, in diverse zone della città è stato costretto a sostituirlo con la pietra etnea, che però non è tipica della zona ed è oggettivamente più brutta. Il rischio è che possa fare la sua comparsa l'asfalto anche in zone storiche.

Il presidente della Municipalità racconta a Fanpage.it come si muove il Comune di Napoli in questi casi:

I basoli  non sono più rintracciabili. Noi abbiamo un deposito a Piscinola dove c'è una piccola scorta, ma ormai sono quasi esauriti. Le scorte vengono rimpinguate solo grazie alla rimozione da altre strade, che deve però essere autorizzata dalla Soprintendenza.

Quando accade, i basoli rimossi non sono smaltiti, come gli altri scarti dell'edilizia, ma recuperati, ripuliti e portati al deposito. Ormai, però, ci sono solo poche rimanenze. Per riparare una strada ai Quartieri Spagnoli abbiamo dovuto aspettare che partissero i lavori su via Marina.

La coperta è corta e prima o poi finirà, perché i basoli si rompono, si spaccano, diventano lisci e quindi scivolosi e vanno sostituiti. Abbiamo problemi di dissesti del basolato in diverse zone della città. Noi chiederemo sempre il parere della Soprintendenza su come operare, ma se non c'è la possibilità di recuperare i basoli come facciamo a ripavimentare le strade? Al momento nei depositi ne è rimasta una quantità minima.

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