A Napoli revocato lo sciopero taxi del 20 e 21 luglio, ma in arrivo altre agitazioni

Revocato anche a Napoli lo sciopero nazionale di 48 ore dei taxi di mercoledì 20 e giovedì 21 luglio 2022. Con la crisi del Governo Draghi, infatti, è stato sospeso anche l'iter del DDL Concorrenza, che include l'articolo 10 sulle liberalizzazioni del servizio di trasporto pubblico non di linea, che, secondo i tassisti, aprirebbe le porte anche alle App delle multinazionali come Uber. Lo sciopero nazionale di 48 ore era stato proclamato dai sindacati Fast Confsal, Satam, Tam, Usb Taxi, Unica Filt Cgil, Claai, Uritaxi, Uti, Unimpresa, Orsa Taxi, Ugl Taxi, Federtaxi Cisal, Fit Cisl, Silt, che ieri, dopo un incontro in videoconferenza, hanno deciso di revocarlo. Ma già annunciano nuove proteste e agitazioni, compreso un nuovo sciopero la cui data, però, non è ancora stata fissata.
I sindacati taxi: “La protesta non si ferma”
La protesta dei tassisti aveva causato molti disagi negli scorsi giorni a Napoli. In tutta la città per giorni non si è trovata un'auto bianca, a causa della proclamazione delle assemblee dei lavoratori, con code lunghissime di turisti, sotto al sole, all'aeroporto di Capodichino, al Porto e alla Stazione Centrale. I tassisti poi hanno manifestato in piazza del Plebiscito dove sono state radunate oltre 500 auto taxi.
Ma cosa scrivono i sindacati?
In considerazione della conclamata crisi di governo in atto con la quale risultano interrotti i lavori del Parlamento ed in particolare della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati, dove dovrebbe essere affrontata la questione della riforma del comparto taxi, si è ritenuto opportuno di revocare il fermo nazionale del servizio previsto per le giornate del 20 e 21 luglio.
In attesa di sviluppi relativi all'attuale situazione di crisi, i rappresentanti del comparto torneranno a riunirsi nei prossimi giorni, al fine di mantenere alto il livello di attenzione sull'approvazione dell'articolo 10 del Ddl Concorrenza e valutare eventuali nuove forme di protesta con la proclamazione di un nuovo sciopero.
Non siamo infatti intenzionati a concedere alcuna delega in bianco a nessun governo, per intervenire sul comparto e per noi l'unica strada percorribile è quella dello stralcio dell'articolo 10, tanto più alla luce delle numerose e vergognose commistioni che stanno emergendo grazie all'inchiesta Uber Files, tra ambienti istituzionali e strutture di pressione di vario tipo, studi professionali, uomini d'affari, think tank pseudo liberali, affinché le norme del comparto taxi vengano riscritte a favore delle multinazionali che vogliono deregolamentare il servizio pubblico.