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Campi Flegrei

Commissione Grandi Rischi: “Eruzioni freatiche ai Campi Flegrei sono tema critico”

Audizione della Commissione Grandi Rischi alla Camera sui Campi Flegrei. “La probabilità di terremoti 5.0 è bassa”
A cura di Pierluigi Frattasi
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I Campi Flegrei / Foto Ingv
I Campi Flegrei / Foto Ingv
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“Le esplosioni freatiche sono un tema critico sul quale si è focalizzata l'attenzione della Commissione Grandi Rischi. Ce ne siamo occupati anche confrontandoci con esperti di altri Paesi, come Giappone e Nuova Zelanda, che hanno esperienza diretta del fenomeno”. Lo ha spiegato il professor Mauro Rosi, referente del settore vulcanico della Commissione, nel corso dell'audizione in Commissione Ambiente della Camera sulla situazione del bradisismo ai Campi Flegrei. Il vulcano attualmente è al livello di allerta giallo, pari cioè alla soglia di attenzione. Non c'è, quindi, rischio di eruzione imminente.

All'audizione hanno preso parte anche il Capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, e il Presidente della Commissione Grandi Rischi, Eugenio Coccia. Quest'ultimo ha ricordato che, da quando si è insediato, sono state 18 le riunioni della commissione sui Campi Flegrei. Al momento si sta valutando “l’aggiornamento, l'esame dell'evoluzione e i livelli di allerta conseguenti”. Nell'ultima riunione del 20 marzo, come anticipato da Fanpage.it, si è valutata la possibilità di passare da 4 a 6 livelli di allerta, con lo sdoppiamento in due dei livelli giallo e arancione.

La pericolosità delle esplosioni freatiche è dovuta al fatto che “questo tipo di fenomeni – ha spiegato Rosi – presenta difficoltà intrinseche ad essere monitorati e previsti con la tecnologia di cui disponiamo. Ma non abbiamo evidenza che nella zona dei Campi Flegrei esplosioni freatiche possano avvenire indipendentemente dalla risalita di magma verso la superficie. Tutte le esplosioni freatiche avvenute nella zona sono state accompagnate da una risalita magmatica, che noi possiamo riconoscere. In sostanza, non ci sentiamo particolarmente vulnerabili da questo punto di vista ma la nostra attenzione resta massima”.

Terremoti magnitudo 5.0, la probabilità è bassa

Lo studioso interviene, poi, sulla possibilità di terremoti fortemente energetici. Al momento, gli studi scientifici più recenti hanno ipotizzato come magnitudo massima 5.0. Ma, precisa Rosi, “è una condizione di tetto massimo, cioè che potrebbe essere possibile nella malaugurata ipotesi che si attivi un sistema di faglie tutto quanto insieme, quindi è implicito che c'è una bassa probabilità. Assegnare un valore a questa probabilità credo che sia impossibile”.

Ciciliano: “Impossibile evacuare con bradisismo”

Sull'ipotesi di una evacuazione della popolazione, Ciciliano ha ribadito quanto già spiegato in passato: “Per il rischio sismico, non essendoci possibilità di previsione, non è contemplata l'evacuazione. Quando si parla di evacuazione, ci si riferisce sempre a qualcosa che può essere previsto anche se con grande difficoltà, come nel caso del rischio vulcanico. Per il rischio sismico non è possibile pensare all'evacuazione di migliaia di persone”. Sebbene, la fase tre del piano per il bradisismo preveda “l'allontanamento temporaneo per quelle persone che abitano in palazzi in cui i sottoservizi come le tubature e le fogne, dovessero danneggiarsi a seguito del sollevamento”.

I dati degli sgomberi dopo il sisma 4.6

Dopo il terremoto di magnitudo 4.6 del 13 marzo scorso, ci sono 970 istanze di sopralluogo per la vulnerabilità, 489 proveniente da cittadini residenti nel Comune di Pozzuoli, 431 provenienti da cittadini residenti nel Comune di Napoli, 50 istanze dei cittadini del Comune di Bacoli. Al 31 marzo 2025 ci sono state 565 richieste di sopralluogo per la valutazione delle vulnerabilità, di cui 240 esitate, con 129 esiti di inagibilità con il conseguente sgombero delle strutture. Gli sgomberati sono stati collocati presso le cinque aree di ricovero predisposte tra i Comuni di Pozzuoli, Bacoli e Napoli. Il Governo ha stanziato dal 2025 al 2029 20 milioni di euro annui per la riqualificazione degli edifici in chiave antisismica e altri 35 milioni all'anno per la riparazione degli edifici danneggiati.

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