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Fitofarmaci illegali e adulterati da Cina e Thailandia, 8 arresti e sequestri per 8 milioni nel Napoletano

Nove misure cautelari per un giro di fitofarmaci illegali nel Napoletano: i prodotti venivano importati illegalmente e mescolati con altre sostanze.
A cura di Nico Falco
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Immagine di repertorio
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I fitofarmaci illegali venivano importati da Cina e Thailandia con documentazione falsa, venivano mescolati creando miscele potenzialmente nocive per la salute umana e convenienti per il consumatore finale in quanto diluibili con una percentuale di acqua doppia: è quello che ha scoperto la Guardia di Finanza, con le indagini che hanno portato a un'ordinanza e a un decreto emessi dal gip di Torre Annunziata su richiesta della Procura locale: nove misure cautelari e sequestro di beni per un valore complessivo di poco meno di 8 milioni di euro.

I nove coinvolti sono indagati, a vario titolo, per associazione per delinquere finalizzata all'adulterazione di fitofarmaci e alla ricettazione di tali prodotti, riciclaggio e autoriciclaggio. Per uno dei destinatari dell'ordinanza. stato disposto il carcere, per altri sette i domiciliari; per il nono è stato disposto il divieto di dimora in Campania. Per l'operazione, condotta dalle Fiamme Gialle, sono stati impiegati complessivamente circa 200militari, appartenenti a trenta reparti del corpo.

I fitofarmaci illegali importati con documentazione falsa

Le indagini sono partite col sequestro, risalente al 2023, di oltre 46mila litri di fitofarmaci adulterati e illegali, trovati presso il domicilio del rappresentante legale della ditta "Agro Val Service Srl" di Boscoreale (Napoli). Dai successivi accertamenti, esperiti anche tramite intercettazioni telefoniche, è emerso che l'amministratore avrebbe importato i fitofarmaci da Cina e Thailandia, per poi venderli tramite intermediari-procacciatori di clienti; i prodotti, vietati in Italia dalla normativa di settore, venivano commercializzati in assenza delle previste autorizzazioni amministrative sanitarie ed ambientali, in quanto adulterati e pericolosi per la salute pubblica.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, per eludere i controlli doganali sarebbero state usate false indicazioni sulle bollette; una volta arrivati nei magazzini i fitofarmaci sarebbero stati ulteriormente manipolati, creando le miscele che poi venivano commercializzate.

Sequestrati beni e contanti per 8 milioni di euro

Parte dei proventi illeciti sarebbero stati reinvestiti per l'acquisto di tre immobili, del valore complessivo di quasi 400mila euro, anche questi oggetto di sequestro preventivo: un appartamento a Scafati (Salerno), una residenza estiva a Capaccio Paestum e un b&b a Porto Cesareo (Lecce). È stato inoltre disposto il sequestro preventivo della somma di 7.947.540,28 euro (tra denaro contante, disponibilità finanziarie, quote societarie, beni mobili e immobili riconducibili agli indagati).

Nel corso dell'operazione sono state eseguite 55 perquisizioni tra Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, anche nei confronti delle ditte degli acquirenti e degli intermediari-procacciatori dei fitofarmaci provenienti dalle due società riconducibili a quello che viene identificato come a capo della presunta associazione per delinquere (Agro Val Service S.r.l. e Romanus Agro S.r.l.), per impedire l'utilizzo dei prodotti nelle coltivazioni agricole, con conseguente danno per l'ambiente e il consumatore finale.

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