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Vallanzasca resta in carcere, respinta la richiesta di semilibertà per l’ex bandito della Comasina

L’ex bandito della Comasina Renato Vallanzasca resta in carcere. Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha respinto la richiesta di semilibertà: “Ha ancora carattere intemperante”.
A cura di Enrico Spaccini
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Renato Vallanzasca deve rimanere in carcere. Per il Tribunale di Sorveglianza di Milano, che ha rigettato la richiesta di liberazione condizionale, o in subordine di semilibertà, l'ex bandito della Comasina ha "tutt'ora il carattere intemperante", inoltre "non si è ravveduto e non ha risarcito le vittime".

Il "diverbio" al "controllo delle urine" di agosto

Sono queste le motivazioni scritte dai giudici con le quali hanno deciso di lasciare in carcere l'ormai 72enne Vallanzasca, in carcere da "circa cinquant'anni" con una condanna di "fine pena mai". L'ex protagonista della mala milanese degli anni '70 e '80, infatti, si è reso protagonista di un episodio che gli sta costando caro.

Risale allo scorso agosto, quando era tornato al carcere di Bollate dopo un permesso premio. Al momento del "controllo delle urine", Vallanzasca ha avuto "un diverbio" con un agente della polizia penitenziaria. Cosa che avrebbe confermato un carattere ancora incompatibile con la liberazione condizionale.

L'istanza respinta nel 2021 per una tentata rapina

Non è la prima volta che i giudici milanesi respingono una simile istanza. Era già successo, infatti, nel marzo del 2021. La bocciatura, poi confermata anche dalla Cassazione, era motivata dal tentativo di rapina di cui si era reso protagonista nel 2014 in un supermercato di Milano, quando era in stato di semilibertà.

Aveva provato a rubare cose di poco conto, come mutande e oggetti vari, ma tanto era bastato per ribadire il fatto che mancassero ancora "comportamenti positivi" di ravvedimento, "da cui poter desumere l'abbandono delle scelte criminali".

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