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Traffico internazionale di droga, altri cinque arresti nella curva sud del Milan: erano vicini a Luca Lucci

Sono stati arrestati altri cinque elementi che fanno parte della curva sud milanista nell’ambito di un’inchiesta sul traffico internazionale di droga che aveva portato all’arresto di Luca Lucci a dicembre scorso.
A cura di Ilaria Quattrone
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Nella giornata di oggi, venerdì 4 aprile, gli agenti della polizia di Stato – coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Milano e precisamente dai pubblici ministero Leonardo Lesti e Rosario Ferracane – hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di cinque persone. Tutte loro sono accusate di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacente e in particolare di cocaina, hashish e marijuana.

Stando a quanto ricostruito fino a questo momento, questi provvedimenti restrittivi si sono aggiunti a quelli già eseguiti il 17 dicembre 2024. In quell'occasione, erano state colpite diverse persone, tra loro anche il capo ultras Luca Lucci. Nell'ambito di quell'operazione, era stata riconosciuta la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza nei confronti di 22 indagati, tra i quali alcuni vertici della curva sud del Milano.

Era stata applicata la misura cautelare solo a otto persone. Gli ulteriori approfondimenti investigativi condotti dalla squadra mobile e l'analisi dei cellulari sequestrati lo scorso 17 dicembre, hanno permesso di rivalutare le esigenze cautelari: è stato infatti possibile dimostrare come il traffico di droga sia comunque continuato in questi mesi. In particolare modo, gli indagati avrebbero comunicato utilizzando piattaforme criptate che sono state individuate dagli investigatori e acquisite dall'autorità giudiziaria italiana insieme a Eurojust ed Europol.

Tra i cinque arrestati, su ordinanza del giudice per le indagini preliminari Fabrizio Filice, c'è anche Francesco Messina. Il 39enne, secondo le accuse, avrebbe prodotto in Marocco l'hashish poi venduto a Milano. In carcere anche Aldo Gerardo Mori Matos, Yuri Trocino (per il quale non è stata riconosciuta dal giudice l'accusa di narcotraffico), Francesco Siani e Attilio Mormile.

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