Strage piazza della Loggia, Marco Toffaloni condannato a 30 anni: “Ha nascosto la bomba nel cestino”

Marco Toffaloni è stato condannato in primo grado a 30 anni di reclusione per la strage di piazza della Loggia del 28 maggio 1974. I giudici del Tribunale per i Minorenni di Brescia hanno accolto la richiesta avanzata dalla pm Caty Bressanelli, ritenendo l'allora militante del movimento di estrema destra Ordine Nuovo uno degli esecutori materiali dell'attentato che portò alla morte di otto persone e al ferimento di altre 102. La difesa aveva chiesto l'assoluzione.
La sentenza è stata pronunciata dal Tribunale per i Minorenni in quanto al momento dei fatti Toffaloni aveva 16 anni. La condanna emessa in primo grado a 30 anni è la pena massima nei processi minorili. Secondo l'accusa, sarebbe stato lui il 28 maggio 1974 a nascondere la bomba in un cestino dei rifiuti in piazza della Loggia a Brescia che poi è esplosa durante una manifestazione contro il terrorismo nero.
"Questa condanna certifica che tutti sapevano tre giorni prima", ha dichiarato Manlio Milani, presidente dell'associazione dei familiari delle vittime di piazza della Loggia: "Mi lascia attonito che abbiamo dovuto aspettare 50 anni. Quello che emerge è un quadro complessivo in cui le ‘coperture' erano il dovere assoluto".
L'inchiesta a carico di Toffaloni e di Roberto Zorzi, che sta affrontando il processo a suo carico davanti alla Corte d'Assise di Brescia, erano state chiuse nel dicembre del 2021. L'allora 16enne militante di Ordine Nuovo oggi ha 67 anni ed è cittadino svizzero da diverso tempo. Non si è mai presentato in aula e il Dipartimento di giustizia e polizia della Confederazione elvetica ha già fatto sapere che non concederà la sua estradizione, poiché per la legge elvetica il reato di cui Toffaloni è accusato è prescritto.