video suggerito
video suggerito

Stilista morta a Milano: in un’ombra ripresa dalle telecamere la chiave del mistero

Il giudice per l’udienza preliminare ha disposto una perizia informatica nei video ripresi delle telecamere: spetterà al perito stabilire che l’ombra ripresa dalle immagini appartenga a Marco Venturi, a processo con l’accusa di aver ucciso l’ex fidanzata Carlotta Benusiglio.
A cura di Giorgia Venturini
56 CONDIVISIONI
Immagine

Resta ancora un mistero cosa sia successo la notte del 31 maggio di sei anni fa. Servono ancora esami e tempo per arrivare alla verità su quanto accaduto a Carlotta Benusiglio, la stilista trovata impiccata a un albero di piazza Napoli a Milano. Ieri 22 febbraio poteva essere il giorno della svolta: al settimo piano del Tribunale di Milano era attesa la sentenza di primo grado per l'ex compagno Marco Venturi, l'unico imputato per omicidio e maltrattamenti. La decisione del giudice per l'udienza preliminare – Venturi aveva scelto il rito abbreviato – è stata rinviata: ad oggi non ci sono abbastanza prove per accertare se quella notte Carlotta si sia suicidata o sia stata vittima di omicidio. Come arrivare dunque alla verità?

Video thumbnail

La nuova perizia informatica disposta dal giudice

Servono nuove prove: il giudice ha disposto una perizia informatica forense sui video delle telecamere della zona che potrebbero aver ripreso che pochi secondi Venturi e Benusiglio. Cosa possono svelare dunque le immagini delle telecamere? L'accusa e l'avvocato della famiglia di Carlotta per tutte le udienze del processo si sono concentrati su un'ombra che compare e scompare nel video. Un'ombra che nei mesi successivi il delitto la polizia scientifica aveva già escluso possa essere una sagoma umana, ma la conferma ora si cerca nei periti incaricati di dare le proprie motivazioni il prossimo 2 marzo. Le soluzioni, dunque, potrebbero essere due: la prima che quell'ombra sia nuovamente definita un artefatto del video, insomma un semplice gioco di luci ed ombre dovuto dalla deformazione dell'immagine. La seconda che quell'ombra appartenga a un essere umano e in particolare a Marco Venturi, per il quale il pubblico ministero Francesca Crupi ha chiesto 30 anni di carcere. 

La versione delle due controparti

L'avvocato della famiglia Benusiglio Gianluigi Tizzoni a Fanpage.it aveva tenuto a precisare: "Secondo noi la compressione del video potrebbe portare a una deformazione ma di un'immagine che già c'è. Due ombre e artefatti vengono immortalate sempre dalla stessa telecamera, una pochi secondi prima la morte di Carlotta e una dopo la morte. Soprattutto il secondo artefatto compare nello stesso spazio fisico e temporale in cui la polizia scientifica immagina si sarebbe collocato Venturi nella sua ricostruzione virtuale". E poi aggiunge: "Questo specifico artefatto non si ripete mai nelle ore successive di registrazione. Ma solo nello stesso spazio e tempo in cui la polizia dice che potrebbe essersi trovato Venturi". La controparte, gli avvocati Andrea Belotti e Veronica Rasoli, invece ribadiscono che le immagini sono già state visionate dalla polizia e che l'ombra era già stata giudicata un artefatto.

Tutto il mistero in 18 secondi

Ora spetterà ai tecnici fare maggior chiarezza: il gup in aula ha letto di aver "disposto una perizia di carattere informatico forense volta a depurare secondo le migliori tecnologie disponibile allo stato dell'arte la visione delle immagini presenti negli atti e estrapolate dal sistema di video-sorveglianza in particolare riferimento alle telecamere Napoli 13 la notte della morte 3.39.18 alle ore 3.39.36. Rinviando la formulazione del quesito al 2 marzo". Pochi secondi in cui si concentra tutto. La speranza è che la nuova perizia possa portare alla verità e accertare una volta per tutto se quella sagoma in piazza Napoli alle 3.39 appartenga o no a Marco Venturi, che in tutti questi anni si è dichiarato innocente. La famiglia di Carlotta invece ha sempre negato la possibilità di un suicidio.

56 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views