Soldi Covid alla ‘ndrangheta, boss sosteneva candidato della lista di Tremonti alle regionali
Emergono nuovi dettagli circa l'inchiesta condotta dalla Dda di Milano che ha portato, nel corso della mattinata di oggi, martedì 14 luglio, all'arresto di otto persone per associazione a delinquere di stampo mafioso. Secondo quanto riportato dall'ordinanza del gip Simion, il capo della cosca dell'ndrangheta che avrebbe ricevuto 45.000 euro dal contributo a fondo perduto per l'emergenza Coronavirus, Lino Greco, avrebbe incaricato Francesco Maida e Luciano Ivaldo Mercuri, sue persone di fiducia ed entrambi arrestati, di "sostenere la candidatura" di Tranquillo Paradiso elle elezioni regionali lombarde del 2013.
La ‘ndrangheta ha sostenuto candidatura imprenditore lista Tremonti
L'imprenditore, che risultava nelle fila della lista "Lista Lavoro e Libertà 3L Tremonti", è attivo nel settore della logistica milanese. Il giudice per le indagini preliminari scrive che la sua candidatura era "sostenuta dal principale esponente della criminalità calabrese presente in Lombardia e Piemonte", ovvero Lino Greco, "capo dell'omonima ‘ndrina distaccata egemone sui territori di San Mauro Marchesato e Scandale (Crotone) con una filiazione (‘ndrina satellite) in provincia di Torino, affiliata al Locale di ‘ndrangheta di Cutro (Crotone), retta da Nicolino Grande Aracri"
Il modus operandi per ottenere i fondi
Come risultato dalle indagini, per ottenere i fondi, Francesco Maida, che gestiva la società a nome del clan, avrebbe utilizzato una serie di fatture false. Ma avrebbe tentato anche "di beneficiare" dei finanziamenti del decreto legge 23 dell'8 aprile che servono a sostenere le imprese "nella particolare congiuntura economica determinata dall'emergenza sanitaria" causata dal Coronavirus.