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Schiaffi sui genitali, polsi legati e insulti: così diversi anziani sarebbero stati picchiati in una Rsa a Como

Dopo mesi di indagini, i carabinieri e il nucleo investigativo di Como hanno eseguito un provvedimento cautelare a carico di 7 soggetti coinvolti in episodi di continue percosse, ingiurie e violenze verbali e fisiche ai danni di anziani, ospiti di una RSA.
A cura di Giulia Ghirardi
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"Hai freddo? Puoi anche morire congelata". In alternativa schiaffi, percosse, umiliazioni fisiche e psicologiche. Questa è stata la condizione a cui una decina di anziani, R.S.A. Sacro Cuore di Dizzasco, in provincia di Como, sono stati costretti per mesi. Finché tali violenze non state denunciate da uno degli ex dipendenti con un esposto ai carabinieri. "Gomitate, ribaltamenti da sopra il letto, carrozzine che volavano. A chi piangeva, venivano messi dei pannolini sporchi sulla testa per non gridare. Quando ho visto tutto questo non sono riuscito a voltarmi dall’altra parte. Di notte sento ancora le loro grida".

Dopo 6 mesi di indagini, lunedì 24 febbraio, i carabinieri di Menaggio e il nucleo investigativo del comando provinciale di Como hanno quindi eseguito un provvedimento cautelare a carico di 7 persone ai quali sono stati contestati i reati di maltrattamenti in concorso, valutata la loro continuazione, all’indirizzo di una pluralità di pazienti. Come si legge nell'ordinanza che Fanpage.it ha potuto visionare, in seguito al provvedimento cautelare, 2 degli ex dipendenti, i più violenti, sono stati arrestati e portati in carcere, gli altri 5 si trovano invece agli arresti domiciliari.

Nel documento è emerso come i sette indagati, nella loro qualità di dipendenti socio assistenziali A.S.A. della R.S.A. Sacro Cuore di Dizzasco, siano stati autori di una lunga serie di maltrattamenti e di violenze ai danni di una pluralità di pazienti, creando, nelle vittime, uno stato di sofferenza morale e psichica attraverso continue percosse, ingiurie, denigrazioni e umiliazioni perpetrate nei confronti di persone inermi a causa dell'età o della patologia.

In particolare, i due dei sette indagati per i quali è stata prevista la custodia cautelare in carcere, si sarebbero resi responsabili di maltrattamenti particolarmente violenti. Tra i tanti episodi descritti nell'ordinanza, il 28 ottobre i due operatori "stavano cambiando il paziente, che si trovava a letto", uno dei due, "gli lasciava un cuscino sul volto e, successivamente, gli diceva che, se le fosse arrivata una sberla, a lui ne sarebbero arrivate altre quattro".

Ancora, il 10 dicembre. Uno degli indagati per i quali è stata chiesta la custodia cautelare in carcere, nel cambiare uno dei pazienti, "bestemmiando, la spingeva contro la sponda laterale" del letto. "La colpiva con violenti schiaffi, sui glutei nudi, per umiliarla, suscitando l'ilarità" dei colleghi. Il giorno seguente, lo stesso "prendeva il telecomando del letto e lo picchiava più volte in testa" prima di colpirlo con "uno schiaffo sulla testa, gli saltava parzialmente sopra con il suo peso e diceva: Che il signore vi fulmini!". Tra gli ultimi episodi, verificatosi il 12 gennaio, lo stesso operatore "si avvicinava al letto" su cui uno degli anziani era stato "sdraiato nudo e, come gesto di umiliazione, lo colpiva con uno schiaffo sui glutei".

Gli stessi operatori,  nei confronti di un'altra paziente, l'avrebbero cambiata "con forza, insultandola con parole del tipo "tr**a, rinco******ta", dicendole che a loro non importava niente di lei e che poteva anche buttarsi giù dal letto, deridendola, schizzandola con dell'acqua sul volto, dicendo che era acqua benedetta, scoprendola e, alle lamentele della persona offesa perché aveva freddo, dicendole di morire, anche dal freddo".

Al momento i due ex dipendenti si trovano in carcere e, nei prossimi giorni, saranno sentiti dal gip in sede di interrogatorio per rispondere alle accuse di violenze e maltrattamenti mosse nei loro confronti.

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