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Picchia, minaccia e costringe la fidanzata ad abortire: “Quel bambino non è mio”

Una donna di 34 anni è stata costretta dal fidanzato ad abortire perché l’uomo era convinto che il figlio che la 34enne portava in grembo non fosse suo. La donna era vittima da tempo di violenza.
A cura di Giorgia Venturini
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Immagine di repertorio
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È arrivata la sentenza di primo grado a una condanna di tre anni e tre mesi di carcere per un 44enne: l'accusa è di stalking e maltrattamenti. Il Tribunale di Brescia ha riconosciuto che la ex fidanzata 34enne è stata costretta dall'uomo ad abortire perché l'imputato era convinto che il figlio che la donna portava in grembo non fosse suo.

Donna per anni vittima di violenza

A riportare la notizia è Il Giornale di Brescia, la ex compagna da tempo era costretta a subire le violenze del compagno: viveva in "penose condizioni di vita" perché vittima di insulti, minacce e aggressioni. La violenza sarebbe continuata per tutta la loro relazione, dal 2016 al 2020, e continuata anche dopo la separazione.

E ancora: non sarebbero mancate minacce di morte e l'uomo avrebbe fatto appostamenti sotto casa della donna, fino a pubblicare sul web video e foto privati. Tutto è finito quando la donna ha trovato poi il coraggio di denunciarlo. Poi il processo e ora la sentenza di primo grado.

Ragazza di 25 anni aggredita in strada dall'ex fidanzato

Solo pochi giorni fa le forze dell'ordine sono intervenute per un litigio in strada tra due fidanzati a Gardone Val Trompia, in provincia di Brescia. La ragazza di 25 anni è stata vittima delle botte da parte dell'ex. I residenti della zona hanno sentito urla e insulti fino a quando non hanno visto l'uomo alzare le mani verso la giovane.

Pochi secondi dopo sul posto si sono precipitati anche i paramedici del 118 che hanno prestato le prime cure alla 25enne, prima di trasportarla all'ospedale Gardone Val Trompia per alcuni accertamenti. Dall'ospedale la ragazza è uscita con pochi giorni di prognosi.

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