Pestaggio Cristiano Iovino, chiesta l’archiviazione per Fedez e il suo ex bodyguard: “Nessuna rissa”

Nessuno "scontro tra gruppi contrapposti" ma "un gruppo contro un'unica persona offesa". Con questa motivazione la pm di Milano Michela Bordieri ha chiesto di archiviare l'inchiesta per rissa a carico di Fedez, indagato per la presunta aggressione ai danni del personal trainer Cristiano Iovino nell'aprile del 2023. Stessa istanza anche per l'ex bodyguard del rapper Cristiano Rosiello, ultrà della curva Sud di S. Siro. Quanto "all'ipotizzabile reato" di percosse, poiché agli atti non vi sono certificati medici che stabiliscano con certezza lesioni, il pm ha osservato che "non risulta essere esser stata sporta idonea querela" da Cristiano Iovino.
Riguardo, invece, alla presunta aggressione, il cui video è stato mostrato ieri, mercoledì 2 aprile, in aula in occasione del processo a carico di tre ultras rossoneri, tra cui lo stesso Rosiello, indagati nella maxi inchiesta sulle curve del Meazza, sarebbe avvenuta in due fasi: prima all'interno della discoteca The Club e successivamente nei pressi dell'abitazione di Iovino in via Traiano.
Le immagini della rissa in discoteca con Fedez
Sono i fotogrammi delle telecamere di sicurezza della discoteca The Club di Milano che, la notte del 22 aprile 2024 riprendono la rissa tra Fedez e Cristiano Iovino. Poche ore dopo, sotto casa del personal trainer al Portello, da un van nero scenderà un gruppo di persone che lo aggredirà con violenza: tra loro c'è anche lo stesso Fedez (che per la Procura ha solo osservato il pestaggio, senza prendervi parte) con l'ultrà del Milan Christian Rosiello, ora a processo nell'ambito dell'inchiesta della Dda di Milano "Doppia Curva".
Nelle immagini delle telecamere del locale di via Moscova si vedono Fedez e Iovino entrare nel privè, circondati da amici e guardie del corpo dopo una cena trascorsa al ristorante La Bullona. Con Fedez c'è Rosiello, tra i più attivi della Curva Sud di San Siro, e una ragazza non identificata che per gli inquirenti potrebbe essere Ludovica Di Gresy (estranea alla vicenda), in quel momento vicina al rapper di Rozzano. Passa poco tempo quando esplode la rissa tra i tavoli della sala vip e i due vengono allontanati dai buttafuori del locale. Quello più agitato, stando alle riprese mostrate in aula ieri nel processo a carico di tre ultras rossoneri indagati nella maxi inchiesta sulle curve milanesi, è il rapper, che viene calmato e scortato fuori ("L'ammazzo, sono di Rozzano", dirà in quei momenti, secondo le testimonianze). Una lite scoppiata per "una questione di donne", secondo quanto riferito dai magistrati.
Pochi istanti dopo, intorno alle 3.10, il rapper Fedez, Christian Rosiello, Riccardo Bonissi e altri soggetti, giunti a bordo di un van Mercedes nero, si recano sotto l'abitazione di Iovino in via Traiano per picchiarlo con schiaffi, spinte e calci. "Chiedi scusa…devi chiedere scusa, altrimenti ti ficchiamo una pallottola in testa", sono le parole degli aggressori mentre colpiscono il personal trainer romano, riportate da una testimone. Anche in questo caso la telecamera di sorveglianza dello stabile riprenderà tutta la scena, inchiodando i responsabili. Cristiano Iovino, immediatamente soccorso dai sanitari del 118 dopo il pestaggio, non sporge, però, denuncia contro Fedez e il suo gruppo.
Proprio per questo motivo la pm Michela Bordieri ha chiesto di archiviare la posizione del cantante: non solo le lesioni non furono refertate in ospedale, ma il relativo reato è procedibile solo su querela, che in questo caso manca. Le indagini, inoltre, avrebbero concluso che Fedez non avrebbe partecipato attivamente al pestaggio, ipotesi confermata dal giudice che ha fatto decadere anche l'accusa di rissa.