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Partono i corsi per i detenuti lombardi che vogliono diventare Operatori Socio Sanitari (e non solo)

Già dall’inizio dell’emergenza sanitaria i reparti medici e gli ambulatori penitenziari hanno potuto avvalersi della disponibilità lavorativa dei detenuti.
A cura di Giorgia Venturini
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Foto di repertorio
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Partono i corsi di formazione OSS e ASA gratuiti per i detenuti lombardi che hanno lavorato nelle infermerie delle carceri durante il covid. Il via dopo l'approvazione della delibera di giunta di lunedì 21 marzo, dopo che il consigliere di Europa+/radicali Michele Usuelli ha presentato un emendamento al bilancio lombardo: l'obiettivo è quello di finanziare la formazione professionale in carcere, necessaria ai detenuti per conseguire la qualifica di Ausiliario Socio Assistenziale (ASA) o di Operatore Socio Sanitario (OSS).

Il consigliere Usuelli ha spiegato che "con il provvedimento varato lunedì, avente ad oggetto approvazione della convenzione tra Regione Lombardia e DAP per il riconoscimento di iniziative volte a finanziare i percorsi ASA e OSS a favore dei detenuti delle carceri lombarde, la Giunta ha definitivamente stanziato i 120mila euro che garantiranno l'accesso al corso a circa quaranta detenuti, in via prioritaria a coloro hanno prestato servizio lavorativo nei reparti Covid e nelle infermerie degli istituti di detenzione lombardi, durante la pandemia in corso". L'emendamento è stato presentato pensando al difficile periodo di pandemia: "Dall'inizio dell'emergenza sanitaria i reparti medici e gli ambulatori penitenziari hanno potuto avvalersi della disponibilità lavorativa dei detenuti che, durante questo periodo, hanno sviluppato competenze di buon livello e dimostrato particolare impegno e dedizione, a detta degli stessi medici penitenziari". Tutto anche pensato per promuovere il reinserimento e la rieducazione dei detenuti: "Le professioni di OSS e ASA sono molto ricercate oggi nel mercato del lavoro, perciò i fondi stanziati configurano un investimento di grande efficacia, benché la somma sia contenuta."

Poi Usuelli conclude: "La delibera della Giunta era l'ultimo atto del percorso burocratico che, come per tutte le nostre proposte approvate dal Consiglio regionale, abbiamo seguito dal primo all'ultimo passo. Non è automatico che i provvedimenti approvati, soprattutto se provengono da consiglieri di minoranza, trovino facile attuazione. Per noi è importante che il Governo della Lombardia porti davvero a compimento le disposizioni del Parlamento e non sconfessi gli impegni votati dall'Aula". Infine: "Tale iniziativa è ovviamente replicabile in tutti i consigli regionali italiani.".

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