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News sull'omicidio di Yana Malayko

Omicidio Yana Malayko, la Procura farà ricorso contro la condanna a 20 anni all’ex fidanzato

Lo scorso 6 marzo la Corte d’Assise di Mantova ha condannato a 20 anni Dumitru Stratan per l’omicidio volontario di Yana Malayko e occultamento di cadavere. La Procura farà ricorso in Appello chiedendo che venga riconosciuta l’aggravante della premeditazione e l’ergastolo per il 35enne.
A cura di Enrico Spaccini
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Yana Malayko e Dumitru Stratan
Yana Malayko e Dumitru Stratan
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La Procura di Mantova presenterà ricorso in Appello contro la sentenza di primo grado che lo scorso 6 marzo ha condannato Dumitru Stratan per l'assassinio di Yana Malayko a 20 anni di reclusione. La Corte d'Assise, presieduta da Gilberto Casari, aveva ritenuto il 35enne colpevole di omicidio volontario e occultamento di cadavere, non riconoscendo però l'aggravante della premeditazione. La pm Lucia Lombardo chiederà ancora l'ergastolo.

L'omicidio di Yana Malayko

Stando a quanto ricostruito dalle indagini, la sera del 19 gennaio 2023 Stratan aveva visto l'ex fidanzata in compagnia di un altro uomo e per questo motivo avrebbe deciso di tenderle un agguato. Il 35enne, di origine moldava, aveva finto che il cagnolino che i due avevano preso insieme stesse male e, così facendo, era riuscito ad attirare Malayko nell'appartamento dove viveva la sorella. Quella notte Stratan l'avrebbe aggredita e uccisa.

Stratan era stato arrestato il 21 gennaio, il giorno dopo la denuncia di scomparsa della 23enne. Solo due mesi dopo, il 35enne ha confessato l'omicidio, senza mai indicare il punto in cui aveva nascosto il cadavere dell'ex fidanzata. Il corpo senza vita della ragazza è stato, poi, ritrovato dieci giorni dopo in una valigia, avvolto nel cellophane, nelle campagne di Lonato (in provincia di Brescia).

La condanna in primo grado e il ricorso in Appello

La Procura aveva chiesto per Stratan la condanna all'ergastolo per omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere. Secondo la pm Lombardo, infatti, l'assassinio sarebbe stato premeditato in quanto Stratan aveva staccato la telecamera dell'ascensore del palazzo e aveva cercato online le istruzioni per produrre veleno in casa.

In primo grado, la Corte d'Assise ha deciso di non riconoscere l'aggravante della premeditazione e di condannare Stratan a 20 anni di reclusione. Le motivazioni della sentenza non sono ancora pubbliche ma, stando a quanto riportato da La Gazzetta di Mantova, la Procura appena possibile farà ricorso in Appello. "Sono stati accettati tutti i nostri rilievi e le richieste di risarcimento, tranne il punto più importante: la premeditazione", ha dichiarato l'avvocato Angelo Lino Murtas, difensore dei familiari di Yana Malayko che si sono costituiti parte civile: "Abbiamo perso solo il primo round, andremo avanti".

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