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Occupano il liceo per solo un’ora, 15 giorni di sospensione per gli studenti del Moreschi a Milano: le polemiche

Il 16 marzo il liceo Moreschi di Milano è stato occupato per circa un’ora da una cinquantina di studenti in protesta. Per loro, la preside ha stabilito 15 giorni di sospensione. Scattano le polemiche.
A cura di Giulia Ghirardi
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Liceo Moreschi, Milano
Liceo Moreschi, Milano

Il 16 marzo scorso gli studenti del liceo Nicola Moreschi, in zona San Vittore a Milano, hanno occupato l'edificio scolastico per circa un'ora. Per loro, la preside Carmela Tuè ha stabilito 15 giorni di sospensione. Scattano le polemiche.

Stando alle informazioni disponibili sino a questo momento, l'occupazione sarebbe stata organizzata dagli studenti per protestare contro la decisione presa dalla preside di voler annullare la seconda giornata di assemblea autogestita che si sarebbe dovuta tenere il 13 marzo scorso. La motivazione avanzata dalla dirigente sarebbe stata l’alto numero di assenze registrato durante l’ultima assemblea d’istituto. Diversi studenti avrebbero, però, affermato che il tasso di assenze era in realtà molto più basso e, per questo, negherebbero la fondatezza della giustificazione avanzata dalla preside.

Così, sono iniziate le proteste che si sono concretizzate nell'occupazione dell'istituto scolastico per circa un'ora. Secondo quanto riportato, una cinquantina di studenti avrebbe chiuso gli ingressi del liceo con alcuni catene, impedendo l’accesso a docenti e compagni. All’arrivo della Digos, chiamata dalla preside, l'occupazione sarebbe, però, terminata e le lezioni sarebbero riprese regolarmente già dalla seconda ora.

Nei giorni successivi ai fatti, la preside avrebbe inviato una comunicazione ufficiale ai genitori, informandoli di un consiglio straordinario nel corso del quale sarebbero stati informati del provvedimento stabilito per i figli: 17 sospensioni di lunghezza variabile, da un minimo di 2 a un massimo di 15 giorni. "Una pena del tutto sproporzionata rispetto ai fatti", hanno commentato a riguardo i genitori. Nonostante le proteste, la sindaca è, però, stata irremovibile: "I provvedimenti disciplinari? Sono coerenti al regolamento in vigore alla nostra scuola. Non ho negato alcun diritto, l’assemblea di aprile si terrà regolarmente", ha chiarito.

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