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“Non tornare a casa, è armato di bastone”: il bimbo avverte la madre che il padre vuole picchiarla

Il Tribunale di Milano ha disposto la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza di un anno nei confronti di un uomo di 54 anni. Come raccontato dai figli e dalle amiche della donna, maltrattava, pedinava e minacciava l’ex moglie in modo sempre più grave.
A cura di Enrico Spaccini
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La pedinava, la minacciava, la costringeva a rinunciare alla propria vita sociale arrivando anche a seguire i suoi spostamenti tramite Gps. Una volta ha interrotto una lezione di ballo afferrandola con forza per un braccio, un'altra ancora si era messo ad aspettarla fuori casa armato di bastone. Già dallo scorso ottobre il 54enne di Monza era stato sottoposto alla misura cautelare dell'allontanamento dall'abitazione, con divieto di dimora nella città e con il monitoraggio tramite braccialetto elettronico, ma visti i continui atti intimidatori nei confronti dell'ex moglie il Tribunale di Milano ha disposto la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza di un anno.

Le testimonianze dei figli e delle amiche

Le indagini sono state condotte dalla squadra mobile della Questura di Monza, ma le testimonianze raccolte dai figli della coppia e dalle amiche hanno svolto un ruolo decisivo. Tutti hanno confermato come già in passato il 54enne maltrattava la moglie sua coetanea, sottolineando come con l'avvicinarsi del divorzio le violenze sono diventate sempre più gravi. Un continuo tentativo di isolare la donna, impedendole di frequentare altre persone e persino di avere amici.

Prima delle misure cautelari di ottobre, il 54enne aveva comprato un Gps che era riuscito a piazzare sulla vettura della moglie. In questo modo, era in grado di rintracciarla ovunque andasse. Come ad esempio quella volta in cui la donna era andata a ballare con le amiche e lui l'ha raggiunta strattonandola e interrompendo la lezione con il maestro di ballo.

Poi i figli hanno raccontato di quando hanno visto il padre fermo sull'atrio di casa con in mano un bastone. Temendo per l'incolumità della madre, le hanno telefonato dicendole di non tornare a casa. I giudici della Prevenzione del Tribunale di Milano parlano di una "spirale ossessivo persecutoria", che ha portato alle prime misure di allontanamento.

La violazione delle misure cautelari e le nuove disposizioni del Tribunale di Milano

Dopo pochi giorni, però, la polizia è dovuta intervenire in almeno altre due occasioni in cui il sistema di monitoraggio ha segnalato la presenza del 54enne non lontana dall'abitazione dell'ex moglie. Per questo motivo, il gip di Monza aveva disposto l'associazione in carcere, poi attenuata con un nuovo divieto di avvicinamento.

Alla fine, considerato ancora presente un elevato pericolo che il 54enne commetta altri atti minatori o persecutori nei confronti dell'ex moglie, i giudici milanesi hanno disposto che "resti in casa dalle 22.00 alle 7.00 e non si avvicini ad una distanza di almeno 200 metri dalla ex moglie".

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