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Omicidio Roberto Bolzoni, restano in carcere i due amici: avrebbero ucciso per rubare la collanina d’oro

È stato convalidato il fermo di Roberto Zuccotti e di suo nipote Andrea Gianì per l’omicidio di Roberto “Rambo” Bolzoni, 61enne trovato morto dentro la sua macchina a Lodi. Erano due amici del centro scommesse frequentato dal 61enne.
A cura di Francesca Del Boca
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È stato convalidato il fermo di Roberto Zuccotti, 48 anni, e di suo nipote Andrea Gianì, 29 anni, accusati dell’omicidio e della rapina di Roberto "Rambo" Bolzoni. Il 61enne è stato trovato senza vita nella sua auto parcheggiata in piazza Omegna a Lodi martedì 18 febbraio, dopo essere stato accoltellato mentre si trovava al posto di guida. L'uomo era scomparso da casa la domenica precedente, per venire poi ritrovato cadavere due giorni dopo.

Secondo le ricostruzioni degli inquirenti quel pomeriggio Bolzoni, intorno alle 18.15, aveva dato un passaggio fino al quartiere di San Fereolo ai due indagati, che frequentavano come lui il centro Snai di via Villani, prima di essere colpito e ucciso con 35 coltellate al volto e al collo. Il movente: quello di portare via i pochi averi di Bolzoni, disoccupato che sopravviveva solo grazie a miseri sussidi e al lavoro della moglie "Anna" Li Yu Bin, cameriera in un locale di cucina asiatica gestito da connazionali di origine cinese: una collanina d'oro e il portafoglio.

A incastrare i due sono state le immagini delle telecamere di sorveglianza di zona, che hanno immortalato zio e nipote mentre salgono in macchina con Bolzoni. Nonché le tracce di sangue ritrovate dai carabinieri di Lodi sull'auto e sotto le scarpe di Zuccotti e Gianì, che condividono la stessa abitazione.

"Sono innocente", ha dichiarato intanto al gip il più giovane, che durante l'udienza di convalida del fermo ha ribadito di non avere alcun legame con il delitto e anzi, ha dichiarato di poter dimostrare che la sera del 16 febbraio si trovava a casa. Mentre lo zio Roberto Zuccotti ha scelto di non rispondere alle domande del giudice, come durante l'interrogatorio del pm.

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