Lodi, 19 anni di carcere al pedofilo che adescava le bambine online sotto il nome di Giulia
L'uomo di 48 anni che per tre anni si è finto una ragazzina dal nome Giulia per poter adescare e abusare di minorenni tra gli undici e i tredici anni è stato condannato a 19 anni di carcere per violenza sessuale, corruzione di minore, sostituzione di persona e produzione e detenzione di materiale pedopornografico. Lo ha stabilito questo pomeriggio il tribunale di Lodi.
Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a 17 anni di carcere
Secondo quanto riportato, il pubblico ministero incaricato, Alessia Menegazzo, aveva chiesto una condanna a 17 anni. Il tribunale ha inoltre stabilito una provvisionale, ovvero una multa, di centomila euro per la famiglia di una vittima dell'orco che si è costituita parte civile. Secondo quanto emerso dalle indagini del pm, le violenze si sono protratte per almeno tre anni, dal 2015 al 2018. Il modus operandi dell'uomo era tanto semplice quanto crudele. Sotto le spoglie di Giulia, nome e persona fittizi creati per adescare i minorenni, una teenager cattiva e minacciosa, "Giulia la Malvagia", era riuscito a circuire ragazzine poco più grandi dei dieci anni abusandone.
A denunciarlo, la maestra di una delle sue piccole vittime
Poi, fu arrestato a seguito di una lunga indagine partita dalla denuncia di una maestra di una delle piccole vittime che era riuscita a entrare in confidenza con la bambina facendosi raccontare tutto. Il 48enne era incensurato sino alla condanna arrivata oggi. Da tempo, secondo quanto emerso nelle indagini della Procura, soffrirebbe di problemi psicologici. Nella sua abitazione l'uomo ha condotto e abusato delle bambine, riprendendo tutto e custodendo poi il materiale registrato.