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Lo Sportello per stranieri di Pioltello rischia la chiusura: cosa sta succedendo e perché è un servizio necessario

La Sindaca di Pioltello ha dichiarato l’intenzione di voler chiudere lo sportello per stranieri del Comune. I residenti si sono mobilitati lanciando una raccolta firme per impedirlo: “È un servizio fondamentale per molti di noi. Garantisce l’uguaglianza sostanziale dei cittadini”.
A cura di Giulia Ghirardi
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Pioltello è un comune dell'hinterland milanese, situato nel territorio della Martesana, considerato, da sempre, un territorio estremamente multiculturale per via dei propri residenti provenienti da quasi 100 diversi Paesi del mondo. Proprio questa sua ricchezza culturale, rappresentata dal 22 per cento di stranieri tra i suoi abitanti, è diventata, negli anni, un fattore imprescindibile nel guidare e orientare le politiche e le decisioni dell'amministrazione comunale nel rispetto e nell'inclusione della diversità. Proprio per questo, ha sorpreso l'annuncio fatto della Sindaca Ivonne Cosciotti di voler chiudere lo sportello per stranieri di Pioltello.

"Sto togliendo l'ufficio stranieri a Pioltello perché siamo tutti cittadini uguali, tutti devono avere gli stessi servizi", questa la motivazione alla base della scelta annunciata da Cosciotti durante la trasmissione di Radio Popolare del 29 gennaio scorso. "Che tu sia italiano o straniero, se abiti a Pioltello non hai un percorso dedicato. Dobbiamo toglierci dalla testa che esistano categorie differenti perché le categorie sono nella nostra testa, nella gente lo sono molto di meno".

Cittadini uguali sul piano formale, meno su quello sostanziale dal momento che molte persone partono con un bagaglio ridotto di opportunità e possibilità. E, per tutti loro, la chiusura dello sportello sarebbe un problema. "Noi cittadini abbiamo sentito l'intervista della Sindaca, ma non sappiamo nient'altro. Non c'è nessun documento scritto che spieghi cosa sta succedendo, non esiste nulla", ha spiegato una residente di Pioltello. "Intanto, però, dall'1 marzo lo sportello non sta lavorando. Alle nuove domande viene detto: ‘Non ce ne occupiamo noi'. Però non dicono a chi altro rivolgersi in caso di bisogno".

Per questo, un gruppo di cittadini ha deciso di lanciare una raccolta firme che oggi, mercoledì 2 aprile, ha già raggiunto oltre 500 adesioni "per difendere lo Sportello Stranieri, un servizio fondamentale per molti di noi". Perché, nella sostanza, la chiusura dello Sportello comporterebbe svariate difficoltà burocratiche, isolamento e frammentazione sociale riducendo l'accesso ai diritti e alle opportunità per chi vive e lavora in città, formalmente "tutti cittadini uguali".

I cittadini di Pioltello: "Lo sportello viene chiuso per disincentivare l'arrivo di altri stranieri"

"È partito tutto dall'intervista rilasciata dalla Sindaca il 29 gennaio scorso dove ha confermato che avrebbe chiuso lo Sportello per stranieri dicendo che a Pioltello non esistono più stranieri e italiani, ma che si è tutti uguali e che quindi tutti devono avere accesso agli stessi servizi", ha raccontato una cittadina, residente a Pioltello, a Fanpage.it. "Il problema è che il sostenere di essere tutti uguali non permette di riconoscere le diversità sostanziali di ciascuno che continuano a esistere perché non tutti partono dallo stesso punto di partenza, con le stesse risorse e possibilità. Considerando anche che Pioltello ha una presenza di migranti molto alta tra i residenti, circa un terzo della popolazione, si capisce come questo servizio sia fondamentale".

Un servizio che esiste sul territorio di Pioltello da oltre vent'anni e che negli anni si è strutturato sempre di più. "Fino al 2022 la sede dello sportello per stranieri si trovava nel quartiere Satellite, uno dei quartieri caldi sul tema della presenza di immigrati", ha continuato a spiegare la cittadina e sostenitrice della raccolta firme a Fanpage.it. "Infatti, la funzione dello Sportello è quella di seguire i cittadini stranieri su tutti i passaggi burocratici dal rinnovo dei documenti, alle richieste di ricongiungimento. Essendo un servizio comunale ha una funzione che è molto diversa da un Caf (Centro di assistenza fiscale) o da un servizio privato, perché è in dialogo aperto con i servizi sociali e con tutti i servizi attivi sul territorio".

Dunque, proprio per questa sua connaturata apertura al territorio e alla comunità circostante, lo sportello di Pioltello è riuscito, negli anni, a farsi una certa nomea e a raccogliere intorno a sé un discreto prestigio come esempio di servizio pubblico capace ed efficiente. "È stato un servizio così ben visto, ben agganciato ai servizi sul territorio che è diventato un riferimento, tanto è vero che anche assistenti sociali di altri comuni si sono rivolti a questo sportello, nonostante fosse un servizio comunale. Ora tutto questo rischia di non esistere più. Rischia di essere chiuso perché c'è chi crede che, proprio per questa sua efficienza, abbia favorito l'afflusso a Pioltello dei migranti e ora vuole interrompere questo trend per disincentivare l'arrivo di altri stranieri".

Il problema è che, al di là dell'intervista rilasciata dalla Sindaca, non risulta esserci nessuna delibera comunale sulla questione, nulla che ufficialmente certifichi la chiusura dello Sportello eppure "se si chiama il numero dello sportello viene detto dall'operatore che in questo momento non vengono dati appuntamenti, senza dare ulteriori spiegazioni", ha continuato a spiegare la cittadina a Fanpage.it.

"Sul tema è intervenuto anche l'assessore Mirko Dichio che ha sostenuto si tratti di una riorganizzazione dei servizi e che molti di questi potranno essere fatti in altri posti, come i Caf, ma lo sportello non lavorava su quello. Lo sportello al massimo collegava, creava dei link, non si occupava del problema abitativo, ma è chiaro che lo rilevava nel momento in cui aveva le persone che si recavano lì. In ogni caso, anche si trattasse di una riorganizzazione, al momento, l'organizzazione non esiste, non è stata presentata a nessuno. Di nuovo, non c'è nulla a certificarlo".

Ed è proprio questo che chiede la raccolta firme che è stata lanciata da un gruppo di cittadini: fare chiarezza. "Abbiamo inviato e protocollato tutto settimana scorsa e l'abbiamo inviate al Comune e alla Sindaca ma non abbiamo mai avuto riscontri di nessun tipo", ha concluso la cittadina di Pioltello. "Adesso la priorità deve essere quella di avere un documento che dica cosa sta succedendo e come ci si sta organizzando. Perché quello che fa e ha fatto lo Sportello è qualcosa di molto importante che non si può perdere".

A fronte di queste dichiarazioni, Fanpage.it ha provato a contattare il Comune di Pioltello e la Sindaca Ivonne Cosciotti che, però, non hanno voluto rilasciare interviste in merito limitandosi ad affermare che "politicamente ne stanno ancora discutendo".

Uguaglianza formale e uguaglianza sostanziale

Nell'intervista la Sindaca ha parlato di uguaglianza. Esiste, però, una differenza tra uguaglianza formale e uguaglianza sostanziale, ovvero il diritto di ciascun cittadino ad avere pari dignità di fronte alla legge e la realizzazione effettiva di questa uguaglianza.

Questa distinzione è la stessa che viene sancita anche all'Art. 3 della Costituzione che recita: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali". Fino qua nessuna obiezione alle parole della Sindaca, tutto giusto.

Una riflessione, al massimo, potrebbe sorgere se si continua a leggere fino al comma 2: "È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese". Il punto è proprio questo.

L'effettiva chiusura dello Sportello per stranieri di Pioltello non permetterebbe una giusta applicazione del secondo comma dell'Art.3 della Costituzione perché tralascerebbe l'aspetto sostanziale della questione. Sostenere di essere tutti uguali "soltanto" a livello formale non permette di riconoscere le diversità sostanziali che esistono tra le persone. Proprio perché non tutti hanno la fortuna e la possibilità di partire dallo stesso punto, con le stesse risorse e le stesse opportunità.

Nel suo piccolo, il compito dello Sportello era proprio questo: accorciare il divario che esiste tra le persone e garantire una forma di parità sostanziale che altrimenti non esisterebbe. L'auspicio, quindi, è che possa continuare a farlo.

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