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La mente dell’organizzazione no vax protagonista dei sabotaggi agli hub è una casalinga di 60 anni

È una casalinga, ha 60 anni e dalla sua abitazione organizzava i sabotaggi agli hub vaccinali e alla campagna di vaccinazione contro il Covid. La donna è indagata insieme ad altri 29 per aver partecipato e costituito associazioni segrete con finalità di eversione, fino all’istigazione, all’interruzione di pubblico servizio e all’associazione per delinquere finalizzata a compiere danneggiamenti.
A cura di Filippo M. Capra
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Hanno organizzato una "missione" per sabotare la campagna vaccinale in Italia, prendendo di mira gli hub e propagandando i messaggi no vax. La capa dell'organizzazione, insospettabile, era una donna di 60 anni di Trenzano, in provincia di Brescia, di professione casalinga. La casa della donna è stata ieri mattina perquisita da polizia postale e Digos. In totale, sono ventinove le persone iscritte al registro degli indagati perché ritenuti responsabili, a vario titolo, di aver partecipato e costituito associazioni segrete con finalità di eversione, fino all’istigazione, all’interruzione di pubblico servizio e all’associazione per delinquere finalizzata a compiere danneggiamenti.

La casalinga che ha diretto l'organizzazione no vax

Secondo quanto ricostruito dalle forze dell'ordine, la 60enne casalinga avrebbe reclutato i nuovi adepti su Facebook e su Telegram, in una chat dal nome "Guerrieri ViVi" che si rifaceva al film V per Vendetta. I nuovi reclutati dovevano poi ascoltare degli audio con voce modificata in cui si parlava di nuovo ordine mondiale, intelligenze artificiali e confronti tra nazismo e presunta dittatura sanitaria attuale. Per entrare a far parte della "banda", la recluta doveva superare una prova finale. A gestire tutto, la donna di 60 anni. L'intento dell'organizzazione era quello di sabotare la campagna vaccinale e danneggiare gli hub. Il simbolo sotto cui si radunavano tutti i seguaci della donna è una doppia V rossa dentro a un cerchio, a sua volta ispirata da V per Vendetta.

I no vax prenotavano in massa il vaccino salvo disdire all'ultimo minuto

Il modus operandi delle azioni di disturbo era spesso replicato: dalla prenotazione in massa della propria dose e la disdetta all'ultimo momento ai danneggiamenti veri e propri degli hub, sino al blocco delle pagine social che promuovevano la campagna di vaccinazione. Insulti, offese, minacce: nel loro mirino sono finiti tutti. Da politici a giornalisti sino ai medici. I no vax hanno ricevuto chiare istruzioni su come agire per non farsi riconoscere e scoprire. Poi le indagini della polizia, ancora in corso, e le prime denunce.

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