video suggerito
video suggerito

Inchieste “Mensa dei poveri”, torna in carcere l’ex coordinatore di Forza Italia Nino Caianiello

L’ex coordinatore di Forza Italia a Varese è ritenuto il vertice di una ramificata associazione per delinquere finalizzata a delitti di corruzione e finanziamento illecito a partiti politici.
A cura di Giorgia Venturini
153 CONDIVISIONI
Nino Caianiello
Nino Caianiello

Si sono aperte le porte del carcere per Nino Caianiello: l'ex coordinatore di Forza Italia a Varese è accusato di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, alla turbativa d'asta, al finanziamento illecito ai partiti politici e alla truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Questa mattina all'alba è stato prelevato dalla sua abitazione e portato al carcere di Busto Arsizio. Qui sconterà una pena residua di due mesi e mezzo in cella, dopo il patteggiamento a 4 anni e 10 mesi per l'inchiesta "Mensa dei poveri": l'inchiesta, oltre alle responsabilità di Caianiello, ha fatto emergere l’esistenza di due sodalizi criminali, attivi nelle province di Milano e Varese, costituiti da esponenti politici, amministratori pubblici e imprenditori, dediti alla commissione di più delitti di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e turbata libertà degli incanti, finalizzati alla spartizione e all’aggiudicazione di appalti pubblici. Delle 95 persone indagate l'associazione a delinquere venne contestata a 9 persone. Gioacchino Caianiello, detto Nino, è ritenuto al vertice di questa associazione. E proprio nei giorni scorsi si stato dato il via alla fase dibattimentale per tutti gli altri imputati nell'aula bunker 2 di Milano.

L'inchiesta e il processo per deputati ed eurodeputati

La Direzione Distrettuale Antimafia nel maggio 2019 aveva svelato un presunto sistema di appalti e nomine pilotate e di finanziamenti illeciti a esponenti politici portando così ad arresti eclatanti – tra gli altri l'allora consigliere comunale di Milano Pietro Tatarella e l'allora sottosegretario della Regione Lombardia Fabio Altitonante – e di cui lo stesso Caianiello era considerato il "burattinaio". A iniziare a collaborare con gli inquirenti era stato proprio l'ex coordinatore di Forza Italia di Varese rivelando i sistemi di tangenti tra imprenditoria e politica: durante le sue testimonianze aveva anche fatto il nome del deputato di Forza Italia Diego Sozzani, poi rinviato a giudizio. Così come  l'ex eurodeputata di Forza Italia Lara Comi, rinviata a giudizio lo scorso luglio assieme ai già citati Tatarella e Altitonante.

153 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views