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Inchiesta Doppia Curva, il testimone: “Lucci forniva bodyguard ai rapper. Contatti con Lazza, Capo Plaza e Tony Effe”

Durante la seconda udienza del processo Doppia Curva con imputati alcuni ultrà milanisti, un ispettore della Squadra Mobile ha raccontato che Luca Lucci avrebbe messo in piedi una società per fornire bodyguard ai rapper. Tra gli artisti che si sarebbero rivolti a lui ci sarebbero, oltre a Fedez e Lazza, anche Tony Effe, Capo Plaza, Emis Killa e Cancun.
A cura di Alice De Luca
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Luca Lucci (foto da Facebook)
Luca Lucci (foto da Facebook)
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Luca Lucci, capo ultrà del Milan e indagato nell'inchiesta Doppia Curva della Procura di Milano sul tifo dello stadio di San Siro, avrebbe messo in piedi una società per occuparsi della sicurezza dei rapper. A raccontarlo in aula è un ispettore della Squadra Mobile, sentito come testimone durante la seconda udienza del processo che si è svolta ieri, martedì 1 aprile, e che vede indagati, il fratello di Luca, Francesco Lucci, Christian Rosiello, ex bodyguard di Fedez, e l'ultrà Riccardo Bonissi.

Del servizio bodyguard di Lucci, ha riferito l'agente, avrebbero usufruito alcuni importanti rapper: "Lucci aveva già assegnato uno dei suoi uomini, cioè Hagag Islam, in arte Alex Cologno, a Lazza in occasione di Sanremo 2024. Contemporaneamente affida Christian Rosiello alla sicurezza di Fedez. Ci sono diversi rapper entrati in contatto con questa società: Tony Effe, Cancun, Capo Plaza, Lazza, Emis Killa".

Nel corso dell'udienza si è parlato poi del "progetto imprenditoriale" che Luca Lucci avrebbe organizzato insieme a Federico Lucia, in arte Fedez, per vendere la bibita del rapper, la Boem, durante le partite allo stadio San Siro. Agli imputati sono stati fatti vedere anche i filmati del pestaggio contro il personal trainer Cristiano Iovino, risalente all'aprile del 2024, nei quali sarebbero stati riconosciuti Fedez e Rosiello. In relazione a questo episodio l'ispettore ha raccontato che "Una signora riferisce di aver sentito delle minacce: ‘Devi chiedere scusa, se no torniamo e ti ficchiamo una pallottola in testa".

Nel frattempo i pm Sara Ombra e Paolo Storari hanno contestato nuove accuse al fratello di Luca, Francesco Lucci, che sarebbe stato promotore di un'associazione a delinquere con l'aggravante dell'uso delle armi. A questo si aggiunge l'episodio di un pestaggio ai danni di un ragazzo di 25 anni risalente al 12 maggio dell'anno scorso. Anche il video di questa aggressione, avvenuta dopo la partita contro il Cagliari in un locale di via Capecelatro, è stato mostrato in aula: nelle immagini si vede la vittima a torso nudo dopo che la sua maglietta, ritenuta contraffatta, gli sarebbe stata strappata via. Il 25enne viene colpito con tavoli e sedie, per poi essere accoltellato. Tra i presenti si vedrebbe, secondo il testimone, anche Francesco Lucci.

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