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Il bar in centro a Milano che resiste al caffè a un euro: “C’è comunque margine di guadagno”

“La tazzina è un rito sociale su cui non intendo fare speculazione”, racconta il titolare del bar Domm a Milano. Un baluardo di tradizione e prezzi popolari nel cuore della città: “Ogni giorno, appena apro, scrivo sulla lavagna una parola in dialetto. Chi indovina il significato vince un caffè”
A cura di Francesca Del Boca
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Un baluardo di tradizione meneghina doc. E soprattutto del caffè a un euro.  Si tratta del Bar Domm e si trova in pieno centro di Milano tra Brera e Moscova, il salotto esclusivo del capoluogo globale tra gli showroom del design internazionali, uffici, boutique di lusso e il via vai dei turisti. Ma proprio qui, dietro l'insegna di questo locale, il tempo sembra non essere mai passato. E il mondo essersi fermato un attimo.

Il caffè ancora servito a un euro

Qualche battuta con i clienti di passaggio al bancone, "il solito" dei frequentatori affezionati, il caffè ancora servito a un euro. "La tazzina è un rito sociale su cui non intendo fare speculazione", racconta il titolare del Domm Roberto Vavassori a Corriere della Sera.

"So che diversi colleghi l’hanno rincarato di 10 o 20 centesimi, e posso capirli in tempi di inflazione, ma il caffè garantisce ancora una discreta marginalità. In fin dei conti è anche un rito sociale, una pausa dal lavoro, una scusa per darsi appuntamento. La gente ha apprezzato, e mi fa i complimenti".

La lavagna con le parole del dialetto milanese

E non solo. "Ogni giorno, appena apro, scrivo sulla lavagnetta una parola in dialetto (come, del resto, il nome stesso del bar): chi ne indovina il significato vince un caffè". Un premio non facilissimo da aggiudicarsi. "Termini popolari come cadrega li evito". Solo per intenditori, insomma. Ma sono ben accetti anche i tentativi da parte degli avventori.

Prezzi popolari, affabilità e tradizione lombarda in una metropoli sempre più lanciata verso il futuro. La formula del successo. "Questo locale veniva da gestioni complicate, era poco frequentato: dicevano sarei durato massimo sei mesi. E invece il prossimo dicembre festeggio il decimo anniversario".

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