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Fondi Lega, guardia di finanza in Regione Lombardia per acquisire documenti

Blitz dei finanzieri di Milano negli uffici di Regione Lombardia per acquisire documenti nell’ambito delle indagini sul caso Lombardia Film Commission, con al centro la presunta compravendita a prezzo gonfiato di un immobile a Cormano. Nell’inchiesta sono indagini alcuni commercialisti ritenuti vicini alla Lega. Matteo Salvini ha assicurato che il suo partito non c’entra nulla e si è detto “assolutamente tranquillo”.
A cura di Simone Gorla
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I finanzieri del nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza di Milano sono negli uffici di Regione Lombardia per acquisire, secondo quanto riporta Ansa, documenti utili alle indagini sul caso Lombardia Film Commission, con al centro la presunta compravendita a prezzo gonfiato di un immobile a Cormano.

Indagini Lombardia Film Commission: guardia di finanza in Regione Lombardia

L'inchiesta coinvolge l'ente regionale e tre commercialisti ritenuti vicini alla Lega, oltre al presunto "prestanome" Luca Sostegni, arrestato la scorsa settimane mentre era in procinto di partire per il Brasile. Sostegni è accusato di peculato, ma anche di estorsione nei confronti di tre commercialisti – Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, ex tesorieri della Lega in parlamento, e Michele Scillieri, nel cui studio è stata registrata la lista "Lega per Salvini Premier", tutti indagati nell'inchiesta – a cui avrebbe chiesto 50mila euro in cambio del suo silenzio, minacciando in caso contrario di rivelare tutto ai giornali.

Salvini: Fondi Lega non c'entrano niente

Ieri il leader del Carroccio, Matteo Salvini, ha affermato che i fondi della Lega “non c’entrano assolutamente niente” con le indagini della Procura di Milano sul caso Lombardia Film Commission. Salvini ha anche detto di non conoscere Luca Sostegni.

Al centro delle indagini c'è un capannone di Cormano che nel 2017 sarebbe stato acquistato da una società, l’Immobiliare Andromeda srl, a 400mila euro e poi a inizio del 2018 sarebbe stato rivenduto al doppio del prezzo, 800mila euro, alla fondazione a partecipazione pubblica (i soci sono Regione e Comune di Milano) che si occupa di promuovere e sviluppare progetti cinematografici sul suolo lombardo. Sostegni era liquidatore della società Paloschi srl, che avrebbe venduto in origine l'immobile ad Andromeda. Secondo gli inquirenti l'avviso di ricerca immobiliare sarebbe stato costruito "ad hoc".

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