Elezioni Milano, dopo l’ultimatum di Bernardo i partiti di centrodestra pagano le spese
L'ultimatum del candidato sindaco di Milano Luca Bernardo è servito a smuovere le acque in una coalizione, quella del centrodestra, alle prese con molti problemi, tra sondaggi negativi e il "fuoco amico" di Vittorio Feltri, capolista di Fratelli d'Italia. I partiti di centrodestra che sostengono il primario del Fatebenefratelli alle prossime elezioni comunali milanesi hanno infatti annunciato che "apriranno i cordoni della borsa" e salderanno l'anticipo di quanto pattuito per le spese della campagna elettorale di Bernardo.
L'audio di Bernardo: Se non arrivano i soldi mi ritiro dalla tenzone elettorale
Ieri un audio del medico-candidato, risalente in realtà a venerdì, aveva scosso la coalizione: "Vi prego cortesemente in qualità di segretari, coordinatori e responsabili di partito: se entro questa settimana non arrivano, almeno per tutti i partiti, 50mila euro a testa, in assoluta trasparenza e correttezza come siete abituati da sempre, per andare avanti in questa campagna elettorale che costa molto di più, io lunedì mattina convoco una conferenza stampa e mi ritiro dalla tenzone elettorale", aveva detto Bernardo.
"Minacce" che hanno sortito il loro effetto: fonti della coalizione di centrodestra a Milano (che raggruppa la Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia, Milano Popolare di Maurizio Lupi, una lista civica Bernardo sindaco e il Partito liberale europeo) hanno infatti fatto sapere che già nella mattinata di oggi salderanno l'anticipo di quanto stabilito per sostenere economicamente la campagna elettorale del candidato sindaco, finora poco premiata dai sondaggi e partita in netto ritardo rispetto a quella del sindaco uscente Beppe Sala, che già il 7 dicembre dello scorso anno sciolse le riserve sulla sua ricandidatura.