È morto Manuele Bornati, il clochard di Bergamo a cui un benefattore aveva regalato una roulotte
È morto qualche giorno fa Manuele Bornati, il 56enne milanese che dal 2020 viveva in strada a Bergamo. Per tre anni cercava riparo tra gli scatoloni di un autolavaggio vicino al Conad di via Carducci, dove era solito chiedere l'elemosina, fino a quando lo scorso novembre un benefattore anonimo gli ha donato una roulotte che per lui era diventata casa. Le sue condizioni di salute, però, non erano buone e a Ferragosto era stato trovato accasciato a terra. Dopo varie insistenze da parte anche della polizia, Bornati aveva accettato di farsi ricoverare all'ospedale Humanitas Gavazzeni di Bergamo, dove è deceduto pochi giorni dopo.
La storia di Manuele Bornati, da parquettista a clochard
Bornati aveva raccontato la sua storia in un'intervista a Fanpage.it. Quando aveva 20 anni aveva iniziato a lavorare come parquettista a Milano. In seguito a due ictus, scelte sbagliate, convivenze finite male e qualche dipendenza, in poco tempo aveva perso tutto e intorno al 1990 era finito a vivere per strada. "È stata una mia scelta", raccontava, "non mi ha costretto nessuno".
Nel 2020 si era spostato fuori dal Conad Superstore di via Carducci a Bergamo. Chiedeva l'elemosina e con il tempo ha fatto amicizia con i dipendenti del supermercato. Erano loro le persone più vicine che aveva, dato che con la sua famiglia, compresa sua figlia, non aveva più alcun contatto.
Il decesso del 56enne
Le condizioni di salute, anche a causa della sua situazione precaria, sono peggiorate giorno dopo giorno. Era arrivato a faticare a camminare, fino a quando a Ferragosto una runner lo ha trovato accasciato a terra accanto alla sua roulotte. Soccorso, Bornati si sarebbe rifiutato di farsi ricoverare nonostante le insistenza degli amici del Conad e della polizia.
Qualche giorno fa, Bornati aveva accettato di andare all'ospedale Humanitas Gavazzeni di Bergamo dove, però, le sue condizioni non sono migliorate fino al decesso. La roulotte che per l'ex parquettista 56enne era diventata la sua casa ora sarà donata a un'associazione che la offrirà a un altra persona bisognosa di avere un tetto sopra la testa.