I litigi con il fratello gemello, l’assenza da lavoro e la bici sparita: i dubbi sulla scomparsa di Gianluca Filippini

Gianpaolo Filippini, 57 anni, è scomparso dal 17 marzo da Abbiategrasso, comune che si trova alle porte di Milano. La sua scomparsa è stata denunciata sui social dai colleghi di lavoro preoccupati dalla sua assenza sul luogo di lavoro. Filippini condivideva casa insieme a Gianluca, fratello gemello, che ha poi formalizzato la denuncia davanti ai carabinieri. Tra i due, stando ai racconti delle sorelle e dei colleghi di Gianpaolo, non scorreva buon sangue soprattutto dopo la morte della madre.
A detta di Gianluca, il fratello non voleva che lui andasse via di casa. Amici e parenti di Gianpaolo, invece, sostengono che fosse proprio il 57enne a voler che il gemello si trasferisse soprattutto per le continue richieste di denaro a Gianluca. Ieri, durante il programma Chi l'ha visto? in onda su RaiTre, sono state trasmesse le parole di Gianluca Filippini: "L'ho pressato perché io dovevo andare via di casa". A detta sempre di persone vicine allo scomparso, il gemello era solito minacciarlo.
La sorella ha raccontato che Gianluca Filippini avrebbe in un'occasione minacciato con un coltello il fratello scomparso: "Una volta è venuto da me a Gaggiano per dirmi che il fratello lo aveva minacciato con il coltello e che voleva andare a fare la denuncia poi strada facendo ha ritrattato e ci ha ripensato un po' perché non voleva metterlo nei guai". Accuse che Gianluca nega: "No, con il coltello no. Con le parole sì". Ha anche aggiunto: "Se volevo fare de male a mio fratello, lo facevo a casa".
Alcuni conoscenti hanno spiegato di aver visto, un giorno, Gianluca dare uno schiaffo e strattonare il gemello. Così come diversi colleghi hanno raccontato che, un giorno, si sarebbe presentato a lavoro con un occhio nero che avrebbe giustificato con la caduta dalla bicicletta. Gianluca Filippini ha assicurato di non averlo mai picchiato: "Non ho mai messo le mani addosso a mio fratello. Con le parole l'ho anche minacciato".
E ha poi aggiunto: "Sono io che me ne voglio andare". Ma la sorella dei due sostiene: "Era Gianpaolo che non voleva vivere più con Gianluca voleva che se ne andava perché era continuamente pressato da queste sue frequenti richieste di denaro, questi suoi modi di rispondere, di minacce non più velate. Era Paolo che non ne poteva più e che voleva che Luca andasse via". Addirittura Gianpaolo, proprio per non incontrare il fratello, avrebbe diverse volte dormito in auto, in garage e in cantina.
Nel frattempo proseguono le indagini dei carabinieri. Un ex collega dell'uomo ha sostenuto di averlo visto martedì 18 marzo sulla strada per Turbigo in sella alla sua bici, che è stata poi ritrovata due giorni dopo la scomparsa. La sorella però non esclude l'ipotesi che qualcuno potrebbe aver indossato il cappellino di Paolo, si sarebbe messo alla guida della sua bicicletta.