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Chi era Giuseppina Caliandro, la 41enne morta dopo essere stata travolta da un’auto pirata

Sono stati inutili i soccorsi per Giuseppina Caliandro, la 41enne investita ieri sera a Gemonio (Varese) da un’auto che si è poi data alla fuga senza soccorrerla: la donna stava camminando sul marciapiede. Al vaglio degli inquirenti le telecamere di sorveglianza della zona.
A cura di Enrico Spaccini
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Giuseppina Caliandro (foto da Instagram)
Giuseppina Caliandro (foto da Instagram)

Si chiamava Giuseppina Caliandro la donna di 41 anni morta dopo essere stata investita ieri sera mentre camminava su un marciapiede a Gemonio, in provincia di Varese, da un'auto che si è poi data alla fuga senza neanche soccorrerla. Nonostante i tentativi dei medici di salvarle la vita in ospedale, Giusy, come la chiamavano tutti, è deceduta dopo alcune ore. Si cerca ancora il responsabile: le indagini dei carabinieri, coordinate dalla Procura di Varese, si concentrano al momento sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e sulle testimonianze dei passanti. 

Caccia all'auto pirata

L'incidente si è verificato intorno alle 21 in via Garibaldi, una strada piuttosto stretta che conduce nel cuore del paese. Qui la donna è stata travolta da una macchina che è subito scappata rombando a tutta velocità, attraversando la piazza della chiesa e danneggiando anche una macchina su cui viaggiava una persona, già sentita dai militari.

Forse questo particolare potrà rappresentare un elemento importante per ricostruire l’identità dell’automobilista che non si è fermato.

Chi era Giuseppina Caliandro

Inutili i soccorsi per Giuseppina Caliandro, trovata dal personale del 118 già in fin di vita sull'asfalto. La donna, già in coma, è stata immediatamente trasportata in codice rosso al Pronto soccorso dell’ospedale di Varese, dove è morta qualche ora dopo.

Alcuni testimoni riferiscono che subito dopo l’investimento la donna era cosciente, e parlava ai soccorritori. "Non sembrava neppure ferita", ha detto uno degli inquilini della casa di cortile dove la donna viveva, a pochi metri dal luogo dell'incidente. Poi il rapido peggioramento, lo stato di incoscienza e i tentativi di rianimazione da parte dei soccorritori.

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