Accoltellò un ragazzo a Milano: Daspo “fuori contesto” per il figlio del capo ultrà dell’Inter
La condotta violenta per cui era stato arrestato, un accoltellamento in corso Garibaldi a Milano, è avvenuta "fuori contesto", ossia lontano da manifestazioni sportive. Ma Alessandro Caravita, il 20enne figlio dello storico capo ultrà dell'Inter Franco, adesso non potrà comunque assistere per 4 anni alle partite dei nerazzurri, la sua squadra del cuore, né delle altre squadre. Il giovane è stato infatti destinatario di un "Daspo fuori contesto", provvedimento firmato dal questore di Milano a seguito dell’attività istruttoria della divisione anticrimine. Per quattro anni non potrà accedere agli stadi in occasione di partite, nemmeno all'estero, e inoltre non potrà frequentare "i luoghi interessati dalla sosta, dal transito o dal trasporto dei giocatori o dei tifosi".
La decisione della questura per via dell'indole facinorosa del 20enne
Il motivo del provvedimento adottato dalla questura è quello di "garantire la sicurezza delle manifestazioni sportive vietando l’accesso ai soggetti che hanno manifestato comportamenti violenti, a prescindere da dove questi abbiano manifestato la propria pericolosità". E l'accoltellamento avvenuto in corso Garibaldi a Milano, nel cuore della movida, è tra l'altro solo "l'ultima manifestazione dell’indole facinorosa del ventenne", secondo quanto scrive la questura. Già prima dell'arresto avvenuto nella notte tra il 5 e il 6 giugno scorsi, infatti, Caravita jr. era noto alle forze dell'ordine per aver preso parte a episodi di violenza con altri esponenti del mondo degli ultras, tra cui una rissa scoppiata nel 2018 al di fuori di un negozio di tatuaggi e a cui aveva preso parte anche un altro ultras, poi diventato il destinatario del primo Daspo "fuori contesto". Adesso è arrivato il secondo per Caravita jr., che per il ferimento del 24enne in corso Garibaldi deve rispondere di tentato omicidio, lesioni personali gravi e porto abusivo di coltello.