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Abusa di una ragazza scappata da una comunità di recupero: 30enne condannato a 7 anni e 6 mesi

Un 30enne è stato condannato per violenza sessuale di gruppo. Insieme a un amico, deceduto poco dopo, avrebbe abusato sessualmente di una 22enne appena fuggita da una comunità di recupero.
A cura di Enrico Spaccini
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Era scappata dalla comunità di recupero nella quale era ospite dopo aver litigato con un'assistente sociale. Poco dopo, in un supermercato di Monticello Brianza, in provincia di Lecco, la 22enne ha trovato solo un gruppo di ragazzi che approfittando della situazione hanno abusato di lei. Grazie al sostituto procuratore generale che ha impugnato la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura lecchese, un 30enne residente in provincia di Monza e della Brianza è stato condannato a 7 anni e 6 mesi per violenza sessuale di gruppo e al risarcimento di 50mila euro.

La fuga dalla comunità e l'abuso

I fatti risalgono al luglio del 2019. La 22enne, che soffre anche di disturbi a livello di personalità, aveva deciso di fuggire dalla comunità di recupero dove era ospitata. In quel supermercato si era imbattuta in un gruppo di giovani residenti in paesi al confine tra la provincia di Lecco e quella di Monza. Con loro beve alcol, finché non la convincono a seguirli in un appartamento di Viganò Brianza. È lì che sarebbe avvenuta la violenza sessuale.

L'indomani torna in comunità e in lacrime racconta quanto accaduto. Da quel momento iniziano le indagini, condotte dai carabinieri della stazione di Casatenovo, che si rivelano più difficili del previsto. Viste le difficoltà della 22enne, è stata sottoposta a una perizia. Confermata la veridicità della sua versione. è stato accertato anche come la ragazza sia stata costretta a salire sul pulmino che l'ha condotta in quell'appartamento.

Vennero individuati due responsabili, ma al termine dell'inchiesta la Procura di Lecco chiese l'archiviazione poi disposta dal gup. Impugnata dal sostituto procuratore generale Daniela Meliota, presso la Corte d'Appello, il processo inizia. Nel frattempo, uno degli imputati è deceduto, così a giudizio finisce solo il 30enne originario di Arcore che viene condannato a 7 anni e 6 mesi di reclusione oltre al pagamento del risarcimento chiesto dalla parte civile.

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