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Drone russo sul centro di ricerca Ue al lago Maggiore, la Procura indaga su altri possibili sorvoli

I sei sorvoli in cinque giorni denunciati dal Jrc della Commissione europea potrebbero non essere stati gli unici. La Procura sta indagando per capire se già in altre occasioni droni di possibile fattura russa abbiano violato la ‘no-fly zone’.
A cura di Enrico Spaccini
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Immagine di repertorio (foto da LaPresse)
Immagine di repertorio (foto da LaPresse)

La Procura di Milano ha avviato vari accertamenti per capire se, oltre ai sei passaggi in cinque giorni del drone di sospetta fabbricazione russa sopra il centro di ricerca comune dell'Ue di Ispra (in provincia di Varese), ci siano stati altri possibili sorvoli di velivoli teleguidati sulla cosiddetta ‘no-fly zone' di circa 5 chilometri quadrati. L'indagine è coordinata dall'aggiunto del pool antiterrorismo Eugenio Fusco e dal pm Alessandro Gobbis e condotta dal Ros dei carabinieri, al momento a carico di ignoti, con l'ipotesi di reato di spionaggio politico o militare, aggravato dalla finalità di terrorismo con condotte di grave danno all'Italia.

Il drone sarebbe capace di volare a 200 metri di quota

L'inchiesta è nata in seguito alla segnalazione partita dai responsabili della security interna del Joint research centre (Jrc) della Commissione europea ai carabinieri di Varese. Attraverso le analisi del software di un captatore, avrebbero rilevato basse frequenze che sarebbero compatibili con sorvoli di un drone di possibile fabbricazione russa. Si tratterebbe di un dispositivo lungo mezzo metro, capace di volare ad altitudini di circa 200 metri.

L'ipotesi degli investigatori del Ros, è che il velivolo possa essere decollato da una delle numerose piste di atterraggio presenti nella zona del Lago Maggiore e in genere utilizzate per testare i prototipi della Leonardo, l'azienda industriale della Difesa nazionale che ha alcuni stabilimenti in zona.

Gli altri possibili sorvoli

Gli inquirenti hanno già effettuato la richiesta a Enav e ad Aeronautica militare per ottenere i tracciati che fornirebbero i primi riscontri sui presunti sei passaggi in cinque giorni denunciati dal Jrc di Ispra. Sono in corso, però, accertamenti anche sui sistemi di sorveglianza delle piste di collaudo degli stabilimenti di Leonardo e su possibili altri sorvoli telecomandati.

Non è escluso, infatti, che in passato altri droni o velivoli simili possano essere stati alzati in volo da persone non autorizzate in una zona ‘no-fly'. Gli investigatori stanno verificando l'eventuale presenza a non più di qualche decina di chilometri di distanza di persone che si siano proclamate in contesti pubblici filo-russe. Potrebbero essere state loro a organizzare i sorvoli, per motivi che andranno poi verificati.

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