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Delitto Gucci, la “maga” Pina Auriemma condannata con Patrizia Reggiani: “Maurizio non meritava di morire”

Pina Auriemma, condannata a 19 anni di carcere come complice di Patrizia Reggiani per l’omicidio dell’ex marito Maurizio Gucci il 27 marzo 1995, è tornata libera nel 2010. “Non l’ho più contattata. Non le voglio male, ma non le voglio neanche bene”
A cura di Francesca Del Boca
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"Un rimpianto? La morte di Maurizio, non se lo meritava. Patrizia Reggiani? Se dovessi rinascere, non vorrei incontrarla più". Sono le parole di Giuseppina "Pina" Auriemma, la "maga" di Portici condannata con l'ex amica Patrizia Reggiani per l'omicidio di Maurizio Gucci, avvenuto il 27 marzo del 1995 in via Palestro a Milano: per i giudici Auriemma, che a San Vittore ha scontato 13 anni di reclusione per favoreggiamento, è stata di fatto considerata l'intermediaria tra Patrizia Reggiani, mandante del delitto, e l'esecutore materiale Benedetto Ceraulo.

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"Quando siamo state arrestate, per me è stato un sollievo. La mia vita è finita a 53 anni, quando sono entrata in carcere", ha raccontato oggi ai microfoni della Rai la donna, tornata libera nel 2010. "Io non se sapevo niente, è stata una tragedia nella tragedia: non pensavo mai una cosa simile, non c'era nessun piano. Sono pentita di non aver capito niente. È iniziato tutto in grande albergo di Ischia, alle terme, dove ho conosciuto Patrizia Reggiani: noi napoletani siamo così, più espansivi, e Patrizia si è subito legata a me. Ero diventata la sua confidente".

Con Lady Gucci Pina Auriemma, commessa in un negozio del centro di Napoli, stringe un legame fortissimo. La "maga" diventa il suo punto di riferimento, dopo la drammatica separazione dall'ex marito. "Patrizia Reggiani aveva paura che Maurizio potesse avere un figlio dalla nuova compagna, e che questo avrebbe rappresentato una perdita di parte dell’eredità per le loro due figlie”. Poi l'omicidio, il carcere, la nuova vita da volontaria a Opera. Auriemma, oggi, vive nell'ombra in un quartiere periferico di Milano, e si sostiene solo grazie alla pensione sociale. "Non ho mai più contattato Patrizia. Non le voglio male, ma non le voglio neanche bene. Mi è indifferente".

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