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La cannabis è una droga pesante, anche in Olanda classificata al pari di eroina e cocaina

La cannabis è uno stupefacente: è quanto sostiene il ministro dell’economia olandese Maxime Verhagen. Entusiasti del provvedimento, il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni e il Dipartimento antidroga della Presidenza del Consiglio: “È bene che i ragazzi lo sappiano anche perché la cannabis è il primo approccio con il mondo della droga”.
A cura di Daniela Caruso
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La cannabis è una droga pesante, anche in Olanda classificata al pari di eroina e cocaina

Le autorità olandesi stanno lavorando per classificare la cannabis come droga pesante, al pari della cocaina e dell’eroina. La marijuana, dunque, sarebbe considerata, a tutti gli effetti, una sostanza stupefacente. A volere questo cambiamento il ministro dell’economia Maxime Verhagen che spiega la sua decisione in merito alla cannabis, affermando che tale scelta è motivata dal fatto che l’attuale marijuana, richiesta soprattutto nella sua variante più diffusa, la cosiddetta skunk, ha un contenuto di Thc (Tetraidrocannabinolo) superiore all’erba normale. Questo agente psicoattivo, presente in dosi maggiori, avrebbe, dunque, reso la marijuana una droga pesante.

Contenta della decisione del ministro olandese anche Giorgia Meloni, ministro della Gioventù, per la quale riconoscere la cannabis come droga pesante conferma che “non può esistere una distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti perché la droga è droga e fa male”. Un grande passo avanti quello del Governo olandese anche per il Dipartimento antidroga della Presidenza del Consiglio, provvedimento che necessità, però, “di una normativa più chiara ed efficace soprattutto per la salvaguardia della salute dei giovani”.

Negli ultimi anni la cannabis è stata considerata una semplice droga leggera, che non arrecava danni all’organismo: però, secondo diverse ricerche condotte in diversi momenti, è stato dimostrato che la marijuana distrugge i neuroni, riducendo lo spessore della corteccia cerebrale. Detto in parole semplici, la materia grigia si assottiglierebbe, soprattutto nella zona dei lobi prefrontali. Queste modifiche che la cannabis apporterebbe al cervello, altererebbero diverse funzioni cognitive, come la capacità di analisi e decisione, ma anche i livelli di attenzione e di coordinamento. La cannabis, dunque, da droga leggera verrebbe classificata come sostanza stupefacente a tutti gli effetti, non commerciabile. Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento Politiche Antidroga sottolinea che “è bene che i ragazzi lo sappiano anche perché la cannabis è il primo approccio con il mondo della droga”.

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