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La tragica morte di Salvatore Maggiore, l'anziano di 84 anni aggredito e ucciso da alcuni cani a Bagheria, in provincia di Palermo, ha riacceso il dibattito sulla pericolosità di alcune razze canine. Dopo il Pitbull, coinvolto nella morte della bimba di 9 mesi ad Acerra, nel Napoletano, i riflettori sono ora puntati anche sul Cane Corso. Tre cani appartenenti a questa razza e che vivevano con i vicini di casa sono stati infatti sequestrati e potrebbero essere stati i responsabili dell'aggressione a Maggiore.
Sui tre cani Corso verrà eseguito anche l'esame del DNA per capire se vi siano tracce genetiche della vittima e i vicini hanno espresso profondo dispiacere per la morte dell'anziano, affermando però che i loro cani non hanno mai mostrato alcun segnale di aggressività.
L'etologo Marchesini: "Alcune razze non sono per tutti"
"Non esistono cani pericolosi, esistono però cani che richiedono una maggiore presenza della persona di riferimento e qualcuno che gli faccia fare le esperienze giuste, un percorso corretto fin da cucciolo e dal periodo della socializzazioni, ma che soprattutto sappia canalizzare le sue motivazioni – spiega l'etologo e filosofo Roberto Marchesini – È fondamentale che chiunque prenda un cane le conosca. Non posso prendere un qualsiasi cane senza sapere quali sono le sue naturali predisposizioni a far determinate attività, perché non si possono togliere".
Il Cane Corso è una razza che ha origini molto antiche, che risalgono addirittura ai Romani che condividevano con i canis pugnax le loro conquiste. Si tratta di un molosso dalle spiccate motivazioni territoriali, competitive e protettive, selezionato proprio per difendere, fare la guardia e proteggere persone e territori, come possono essere i confini del giardino e della propria casa, da qualsiasi estraneo.
"Questi cani si modellano sulle persone con cui vivono e bisogna stargli dietro – sottolinea l'etologo – Non possono essere lasciati da soli in giardino. La disciplina motivazionale è centrale, devo esprimere in maniera compatibile e canalizzata le sue naturali inclinazioni. Hanno bisogno di guida chiara che sappia gestirli e che abbia la capacità di essere punto di riferimento autorevole, non autoritario. Altrimenti vanno fuori controllo. Alcune razze non sono per tutti".
L'esperto: "Certe persone non dovrebbero avere nemmeno un canarino. Serve patentino"
Non è purtroppo la prima volta che capita un tragedia del genere e in casi casi analoghi si è tornati spesso a parlare della possibilità di istituire un un patentino obbligatorio rivolto a chi sceglie di vivere con cani di razze considerate "pericolose" o "impegnative". Spesso, infatti, si decide di acquistare o adottare un cane senza essere pienamente consapevoli dei quale animale stiamo inserendo nel nucleo familiare o nel nostro contesto abitativo.
"Purtroppo, ci troviamo di fronte a una situazione canonica, ovvero tre cani impegnativi lasciati da soli in giardino e che si relazionano solo tra di loro. Ho visto tante situazioni in cui persone hanno tre, quattro o cinque Pitbull o Cani Corso tutti insieme e poi li lasciano in giardino, com'è possibile una cosa del genere? Non tutte le persone possono tenere un Cane Corso o un Rottweiler, questo deve essere chiaro. Un conto è avere un Labrador e un conto un Corso, figuriamoci averne tre tutti insieme", sottolinea ancora Marchesini.
L'etologo ribadisce ancora una volta la necessità di una regolamentazione più stringente per chiunque adotti un cane: "Ci vogliono più controlli, non si può sempre aspettare il morto. Ogni Comune dovrebbe avere uno schedario di tutti i cani presenti sul proprio territori e le ASL dovrebbero effettuare controlli se qualcuno prende tre o quattro cani impegnativi. Come fai a dire che il problema sono i cani e non le persone che li tengono chiusi in giardini? Certe persone non dovrebbero avere nemmeno un canarino, figuriamoci un Corso.