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3 Aprile 2025
11:16

Recuperata Olivia, la cagna fuggita dal canile per tornare al suo branco. L’istruttrice che la segue: “Sarà di nuovo libera come è giusto che sia”

Ritrovata Olivia, la cagna che dopo essere stata catturata per un intervento di sterilizzazione era riuscita a fuggire dal canile di Ortona in cui si trovava per raggiungere il luogo in cui ha sempre vissuto in libertà.

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Olivia

"Olivia mi ha fatto capire davvero chi sono i cani e presto sarà di nuovo libera, come è giusto che sia". Dopo sei giorni di monitoraggio, 1400 chilometri percorsi in macchina per seguirla e la paura che qualcosa di brutto potesse accaderle, Paola è riuscita a ritrovare Olivia, la cagna che era fuggita dal canile di Ortona dove era stata portata dopo l'intervento di sterilizzazione.

Paola Stollavagli è un'istruttrice cinofila e vice presidente dell'associazione Lida che opera nella struttura da dove la cagna era scappata per raggiungere il luogo in cui è nata e cresciuta, una cava a Lettomanoppello, distante 50 chilometri da dove era stata trasferita in attesa che poi si decidesse per il suo destino. "Il Sindaco ci ha scritto per ringraziarci e ci ha assicurato che Olivia, come un altro cane maschio che è nel nostro canile, torneranno entrambi liberi nel luogo che gli appartiene".

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La storia di Olivia è un racconto di libertà ma anche di rispetto e collaborazione, due aspetti della vita che raramente vanno di pari passo, soprattutto quando c'è un animale in mezzo. "E' arrivata da noi dopo l'intervento, nemmeno il tempo di farla uscire per sgambare insieme agli altri cani che è riuscita a scavalcare una rete di due metri. Quando me l'hanno detto non ci potevo credere, mai vista una cosa del genere".

Ma Olivia non aveva alcuna voglia di rimanere in un posto che non le apparteneva e in cui rischiava anche di essere etichettata come cane fobico, cosa che accade spesso a animali che non hanno alcun desiderio di socializzare con gli esseri umani e che per questo vengono poi considerati come patologici dal punto di vista comportamentale. "Nei sei giorni in cui l'ho monitorata sul territorio Olivia è stata chiarissima nella comunicazione e mi ha insegnato tanto: non c'è nulla di male nel non voler socializzare con noi umani e la sua volontà lei l'ha espressa sempre con molta determinazione. Non si è mai fatta ‘corrompere' dal cibo ad esempio cosa che, sia chiaro, utilizzavamo solo al fine di provare a metterla in sicurezza perché è stata capace di percorrere 30 chilometri al giorno ma in un ambiente completamente antropizzato che non era il suo: ha dovuto affrontare pericoli seri su strade a scorrimento veloce tra macchine e camion che non aveva mai visto e non c'era altra intenzione da parte nostra che evitare il peggio per lei e ovviamente per scongiurare qualsiasi incidente".

La ricerca è andata a buon fine solo e soltanto perché le anime di chi si occupa a vario titolo di cinofilia (volontari, veterinari e anche cittadini attenti al benessere animale) si sono coordinate e la parola che Paola ripete di più è collaborazione: "Insieme a Selene, Mariangela, Simona e Mara (volontarie del canile ndr) abbiamo seguito ogni suo spostamento e poi è arrivato Raffaele Bisegna che si occupa specificamente di recupero di animali con la telenarcosi per far sì che si potesse agire su Olivia senza costringerla ad avere a che fare con gli umani ma operando a distanza per fermare la sua corsa che comunque non la stava portando a casa".

Olivia, infatti, non riusciva a ritrovare la strada giusta verso la cava. "Ha disegnato, praticamente, un quadrato nei suoi spostamenti: percorreva una trentina di chilometri al giorno senza riuscire però a deviare al momento giusto. E' passata dalla montagna al mare, ha avuto i suoi momenti di riposo ma la cosa più pericolosa era che seguiva le strade in cui circolano i veicoli e, non avendone mai incontrati, metteva a rischio se stessa. Anche quando ci avvicinavamo dovevamo farlo con molta attenzione e il giorno in cui mi ha concesso di arrivare a una distanza di due metri da lei ho visto proprio la sua determinazione nel non voler avere contatti con nessuno: se ne è pentita subito allontanandosi e per me è stato il segnale di quanto sia importante rispettare questi cani che rappresentano davvero la specie in natura. Si tratta di animali ferali che vivono in libertà e che sono indipendenti da noi umani e tali devono rimanere".

Olivia ha due anni e tutta la sua esistenza è stata insieme al suo branco nella cava dove vengono seguiti dalle volontarie locali. Aveva già partorito una volta e la sua cattura era funzionale proprio a un controllo della popolazione canina mirato a lasciare il gruppo libero in un'area dove non danno fastidio alle persone e in cui effettivamente vivono isolati dalla comunità umana locale. "La storia di Olivia è importante perché si capisca che ci sono cani come lei che non amano il contatto con gli esseri umani – sottolinea l'istruttrice – Vengono spesso etichettati come "fobici" ma la realtà dei fatti è che sono soggetti che non hanno proprio interesse a condividere la vita con noi e siccome si ritiene scontato che tutti i cani ‘amino' gli uomini ecco che animali come lei finiscono a vivere una vita da deprivati in canile. Ecco cosa mi ha insegnato questa esperienza: ci ha aiutato a capire cosa significa resistenza, tenacia e coraggio di agire. Sono tutti sentimenti e azioni che abbiamo messo noi e lei in campo per scrivere un lieto fine a questa storia".

Il lieto fine ci sarà, in modo definitivo, solo quando però Olivia davvero tornerà a casa sua. "Il Primo cittadino ci ha confermato che avverrà a breve e vorremmo fare il reinserimento contemporaneamente insieme al maschio dello stesso branco che è da noi per alcune cure di cui aveva bisogno".

La sua fuga per tornare nel luogo che le appartiene ha tenuto banco sulla cronaca nazionale e soprattutto sui social, dove chi la conosce da tempo ha fatto di tutto per spiegare alle persone che non andava inseguita ma solo segnalata per favorire l'intervento di chi ha le competenze per farlo nel modo meno invasivo possibile e nel rispetto del benessere dell'animale. Ora che Olivia è stata di nuovo recuperata, Paola e tutte le persone che hanno contributo a far sì che vi fosse anche una corretta comunicazione attraverso i social per coordinare gli avvistamenti ed evitare interventi inopportuni hanno potuto tirare un sospiro di sollievo: "Olivia ha espresso in tutti i modi la sua volontà, facendoci capire che è “nata libera” e tale deve rimanere. Questo è stato il messaggio che abbiamo sempre veicolato e che rispetteremo in tutto e per tutto".

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