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L'idratazione è fondamentale per il benessere dei gatti, tuttavia alcuni tendono a bere poco per natura, mentre altri potrebbero avere sviluppato una patologia di cui l'assenza di sete è un sintomo. È quindi importante valutare la situazione in maniera corretta.
Le cause possono essere molto diverse tra loro, dallo stress a un cambio di alimentazione, fino a patologie più serie come il diabete o l’insufficienza renale. Vediamo quali sono i motivi principali e come agire.
Perché il gatto non beve: le cause
Se un gatto smette di bere o riduce sensibilmente l’assunzione di acqua, le ragioni possono essere molte e decisamente diverse tra loro.
- Stress: un cambiamento improvviso nell’ambiente, come un trasloco, l’arrivo di un nuovo animale o un cambiamento nelle abitudini quotidiane, può far sì che il gatto beva di meno;
- Cambio di alimentazione: I gatti che passano da un’alimentazione umida, come scatolette o cibo fatto in casa, a dieta una secca, a base di crocchette, tendono a bere di più, ma alcuni impiegano tempo per adattarsi e potrebbero non compensare subito la perdita di liquidi;
- Diabete: una sete eccessiva è uno dei segnali di questa malattia, ma nei primi stadi il gatto potrebbe anche avere un comportamento anomalo nei confronti dell’acqua;
- Insufficienza renale: i gatti anziani, in particolare, possono soffrire di problemi renali, che alterano il loro senso della sete e l’equilibrio dei liquidi nel corpo;
- Problemi ai denti: un’infezione gengivale, un ascesso o un dolore alla bocca possono rendere doloroso il bere, spingendo il gatto a evitare l’acqua;
- Età: i gatti molto giovani o molto anziani potrebbero avere un rapporto alterato con l’acqua. I cuccioli spesso dipendono ancora dal latte materno o dal cibo umido, mentre i gatti anziani possono perdere la sensibilità alla sete;
- Problemi con la ciotola: i gatti possono essere molto schizzinosi riguardo all'acqua, preferiscono infatti acqua corrente o fresca. Alcuni potrebbero anche evitare di bere se la ciotola non è pulita o se è posizionata in un'area particolarmente stressante della casa.
Quanto deve bere il gatto ogni giorno
La quantità di acqua necessaria per un gatto varia in base a diversi fattori, come il peso, l’età, la dieta e l’attività fisica. In generale, un gatto dovrebbe assumere circa 50 millilitri di acqua per ogni chilo di peso corporeo al giorno. Questo significa che un gatto di 4 chili dovrebbe bere intorno ai 240 ml di acqua quotidianamente. Tuttavia, se il gatto mangia cibo umido, che contiene fino all’80% di acqua, la quantità di liquidi assunti attraverso l’alimentazione può ridurre il bisogno di bere direttamente dalla ciotola.
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"È importante monitorare l'assunzione di acqua da parte del nostro compagno felino, specialmente se mangia principalmente cibo secco, poiché questi gatti tendono a bere meno e sono a rischio maggiore di disidratazione – suggerisce la veterinaria Eva Fonti – Se quindi noti che il tuo gatto beve significativamente meno del necessario o mostra segni di disidratazione, come gengive secche, pelle che non torna subito in posizione dopo essere stata pizzicata, o letargia, è consigliabile consultare un veterinari".
Per incoraggiare un gatto a bere è utile fornirgli sempre acqua fresca e pulita. Alcuni mici preferiscono infatti l’acqua corrente, quindi potrebbe essere utile provare con una fontanella per gatti. Anche il tipo di ciotola può fare la differenza: alcune preferenze individuali riguardano il materiale o la posizione della ciotola rispetto alla lettiera e al cibo.
Gatto disidratato: i sintomi
Riconoscere la disidratazione in un gatto non è sempre semplice, ma ci sono alcuni segnali a cui fare attenzione. Un gatto disidratato può apparire più letargico del solito, meno incline al gioco e più propenso a cercare luoghi freschi e ombreggiati per riposare. Anche il pelo può risultare meno lucido e più opaco, perché la pelle perde elasticità quando manca acqua.
Un modo per verificare lo stato di idratazione del gatto è il test della pelle: sollevando delicatamente la pelle sulla nuca o tra le scapole, dovrebbe tornare rapidamente nella posizione originale. Se rimane sollevata per qualche secondo prima di riassestarsi, è segno che il gatto potrebbe essere disidratato.
Un altro sintomo importante è la secchezza delle mucose: un gatto ben idratato ha gengive umide e rosate, mentre un gatto disidratato può avere gengive secche e appiccicose. Anche gli occhi possono apparire più infossati o meno brillanti. Infine, la disidratazione può influenzare anche la minzione: se il gatto urina meno del solito o la sua urina appare molto concentrata, è un campanello d’allarme.
Cosa fare quando il gatto è disidratato
Se si sospetta che il gatto sia disidratato, è importante agire subito per evitare conseguenze più gravi. Per prima cosa, bisogna stimolare il gatto a bere, magari offrendo acqua fresca da una ciotola diversa, utilizzando una fontanella o persino provando a dargli acqua con una siringa (senza ago), facendogliela leccare poco alla volta. Se il gatto mangia cibo secco, si può provare a introdurre più alimenti umidi nella sua dieta, come paté, mousse o brodo di carne senza sale.
In caso di disidratazione lieve, queste soluzioni potrebbero bastare a riportare il gatto a un buon livello di idratazione. Tuttavia, se i sintomi persistono o peggiorano, è fondamentale portare il gatto dal veterinario. Una disidratazione grave può richiedere fluidi somministrati per via endovenosa o sottocutanea per ristabilire il corretto equilibrio dei liquidi.
Se la causa della disidratazione è un problema di salute sottostante, come insufficienza renale o diabete, sarà necessario seguire un trattamento specifico indicato dal veterinario.