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5 Aprile 2025
18:00

Le scimmie sono campionesse di jodel: battono noi umani grazie a membrane vocali che non abbiamo più

Le scimmie sudamericane sono delle vere campionesse dello jodel, il tipico canto delle regioni germanofone alpine. Grazie a delle speciali membrane vocali che noi umani abbiamo perso nel corso dell'evoluzione, possono infatti produrre suoni con salti di frequenza nettamente superiori.

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Alcune specie di scimmie sudamericane batterebbero qualsiasi umano in una gara di jodel, il tipico canto delle regioni germanofone alpine

All'interno della canzone "Ottocento", Fabrizio De André ha inserito verso la fine uno classico jodel tirolese, il canto tipico delle regioni germanofone alpine. Eppure, a quanto pare, avrebbe potuto tranquillamente inserire anche le vocalizzazioni di una scimmia urlatrice e ottenere persino un risultato migliore. Secondo infatti un nuovo studio pubblicato sulla rivista Philosophical Transactions of the Royal Society B, condotto da un gruppo di ricercatori dell'Anglia Ruskin University e dell'Università di Vienna, le scimmie sudamericane sono le vere campionesse mondiali dello jodel, grazie a una particolare caratteristica anatomica che noi esseri umani abbiamo perso con l'evoluzione.

Le scimmie battono gli umani nello jodel

Molte specie di scimmie possiedono delle membrane vocali speciali all'interno della laringe, strutture estremamente sottili che nei primati non umani favoriscono una gamma di suoni e vocalizzazioni molto più ampia e diversificata rispetto a quelli umani. Queste membrane, scomparse nella nostra specie nel corso dell'evoluzione, permettono così a molte specie di scimmie di introdurre delle "interruzioni vocali" nei loro canti e richiami, proprio come accade nello jodel alpino o nel famoso urlo di Tarzan.

Ma come funzionano esattamente? I ricercatori hanno scoperto che queste interruzioni avvengono quando le scimmie passano dalla produzione di suoni attraverso le corde vocali a quella tramite le membrane che noi primati umani non abbiamo più. Il risultato è una rapida transizione di frequenza che riesce a coprire uno spettro molto più ampio rispetto anche a quello del più abile e premiato jodeler umano. Ma chi sono queste campionesse mondiali dello jodel?

Gli "ultra-jodel" delle scimmie sudamericane

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Le scimmie del Nuovo Mondo hanno delle speciali membrane vocali che noi umani abbiamo perso nel corso dell’evoluzione

I ricercatori si sono concentrati sulle cosiddette scimmie del Nuovo Mondo, ovvero quelle che abitano le foreste dell'America Latina, studiano i versi e le vocalizzazioni di specie come la scimmia urlatrice nera (Alouatta caraya), il cebo dai cornetti (Sapajus apella), il saimiri boliviano (Saimiri boliviensis) e l'atele peruviano (Ateles chamek). Attraverso TAC, simulazioni computerizzate e registrazioni e analisi delle vocalizzazioni, gli scienziati hanno scoperto che queste scimmie possiedono le membrane vocali più grandi tra tutti i primati.

Queste strutture svolgano infatti un ruolo chiave nella comunicazione di queste specie (non caso alcune sono comunemente chiamate "urlatrici"), ma la potenza delle vocalizzazioni di queste particolari scimmie è tale che i loro richiami possono presentare salti di frequenza fino a cinque volte più ampi rispetto a quelli umani. Mentre un cantante jodel si muove infatti in un intervallo massimo di un'ottava, le scimmie sudamericane possono superare le tre ottave, dando vita a dei veri e propri "ultra-jodel".

Perché le altre scimmie hanno mantenuto questa abilità e noi no?

Secondo gli autori, queste capacità vocali potrebbero essersi evolute e potenziate per arricchire il repertorio comunicativo di queste scimmie, permettendo così di attirare meglio l'attenzione dei propri simili, di diversificare i richiami o rendere così più riconoscibile la propria voce nel fitto delle foreste pluviali. E buona parte del merito di queste vocalizzazioni così complesse e strutturate va proprio alla conformazione anatomica così particolare della loro laringe. Tuttavia, questa speciale abilità canora ha anche un prezzo.

Secondo gli autori, tra cui Tecumseh Fitch, esperto di evoluzione della voce umana, pur ampliando la gamma di suoni emessi, rendono la voce meno stabile. Questo potrebbe spiegare il motivo per cui noi esseri umani, nel corso dell'evoluzione, abbiamo perso questa caratteristica a favore di un'emissione vocale più stabile e controllata, più adatta al linguaggio parlato e al canto melodico. Ma mentre noi umani ci dobbiamo esercitare per padroneggiare la tecnica dello jodel, le scimmie sudamericane ci riescono in maniera naturale e senza alcuno sforzo.

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