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Le immagini diffuse dai media brasiliani e dall'IBAMA, l'istituto legato al Ministero dell'Ambiente, ci offrono una possibilità più unica che rara, quella di ammirare da vicino un yaguarondi, uno dei felini più misteriosi ed elusivi di tutto il Sud America. È una scena breve, ma potente, perché quel piccolo predatore dalle orecchie tonde e dal corpo allungato – così diverso dai cugini più noti come il giaguaro o l'ocelot – è anche il primo individuo della sua specie a essere stato salvato, curato e liberato con un collare GPS nello stato di Rio de Janeiro.
Il yaguarondi (Herpailurus yagouaroundi), conosciuto in Brasile anche come gato-mourisco, è grande più o meno come un gatto ed è uno dei felini meno studiati al mondo. È un predatore solitario, elusivo e che raramente lascia la foresta. Si sa quindi molto poco sul suo comportamento e sulle sue abitudini e si distingue da tutti gli altri felidi neotropicali per il suo aspetto insolito. Viene spesso paragonato a una lontra o una martora, per via del corpo snello, allungato e perché ha una coda molto lunga e zampe piuttosto corte.
A trovare l'animale, una giovane femmina in condizioni precarie, sono stati alcuni abitanti di una zona di transizione tra la foresta e aree rurali. Aveva le zampe anteriori gonfie, probabilmente a causa di un impatto lieve con un veicolo. Portato dai Vigili del Fuoco al CETAS (Centro di Triagem de Animais Silvestres) di Seropédica, il yaguarondi è stato poi sottoposto a una serie di esami clinici. Nessuna frattura, nessuna infezione, aveva solo bisogno di tempo per recuperare e rimettersi in forze prima di tornare nuovamente libero in natura.
Secondo i veterinari, aveva circa due anni e mezzo e per prepararla al meglio per il ritorno in natura, gli operatori del CETAS hanno anche lavorato molto per rafforzare i suoi comportamenti e i suoi istinti naturali, evitando qualunque tipo di contatto umano non necessario. L'ambiente è stato anche arricchito per stimolare le sue abilità nella caccia, le marcature olfattive e tutto ciò che serviva al giovane felino per imparare cavarsela da solo là fuori.

La scelta del luogo per la liberazione è stata una riserva naturale all'interno della Foresta Atlantica, uno dei biomi più importanti e ricchi di biodiversità al mondo, dove vivono anche altri felini come l'oncilla o gatto tigre, il margay, il puma e l'ocelot. Prima di essere liberato, il felino è stato dotato di un piccolo radiocollare GPS, grazie al quale i ricercatori del Programa Carnívoros do Rio – in collaborazione con l'Istituto Serra do Tangará – potranno seguirne i movimenti, studiarne le abitudini e capire come e se riuscirà ad adattarsi alla vita in natura.
Questo tipo di monitoraggio aiuterà biologi e naturalisti anche a comprendere meglio le minacce che affronta questa specie in natura, come la perdita di habitat, il bracconaggio e gli investimenti stradali. Il suo radiocollare funzionerà per circa sei mesi o forse meno, a seconda anche delle condizioni ambientali, ma i preziosi dati che raccoglierà potrebbero aiutare finalmente a svelare alcuni dei tanti segreti che ancora avvolgono uno dei più piccoli e misteriosi predatori di tutto il Centro e il Sud America.