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Una donna bolognese, morta lo scorso anno, ha deciso di lasciare in eredità il suo patrimonio alla Fondazione Ant, associazione specializzata nell'assistenza domiciliare ai malati di tumore, e al canile comunale della sua città, il Rifugio del cane e gatto a Trebbo di Reno.
120 mila euro al ai cani e gatti del rifugio
La donna, Luciana Buggetti, nel suo testamento olografo ha disposto di donare i propri risparmi e investimenti in parti uguali alla Fondazione Ant e al canile municipale.
L’atto di Giunta del Comune di Bologna, che gestisce il rifugio, attesta che le risorse disponibili sono di circa 120 mila euro, da cui devono essere dedotte tutte le spese connesse alla procedura di successione, sostenute e da sostenere, quali le spese a carico del curatore ereditario e le imposte di successione. In seguito il Comune acquisirà la somma netta che, in conformità al volere espresso dalla defunta, sarà utilizzata a beneficio del rifugio.
Non è la prima volta che accade, lo scorso novembre una donna è morta lasciando al canile comunale di Milano i suoi risparmi, oltre 300 mila euro, per accudire i 150 cani ospitati. Sempre a Milano, nel 2019 una donna ha donato in eredità 900mila euro in eredità al canile municipale e a tre associazioni.
Si può fare testamento a favore di cani e gatti?
In Italia non è possibile fare testamento in favore di un cane, di un gatto o di qualsiasi altro animale. Nel nostro ordinamento, infatti, gli animali sono considerati come beni mobili, alla stregua di oggetti, e come tale non hanno la capacità giuridica necessaria per diventare eredi di un persona defunta. Tuttavia, anche se non è possibile donare direttamente agli animali è possibile farlo nei confronti di associazioni ed enti che si occupano della loro cura, come è stato fatto con le associazioni e i rifugi dei casi di Bologna e Milano.
Inoltre, esiste anche la possibilità di lasciare ai propri eredi una somma di denaro vincolandoli però alla cura degli animali della famiglia, come spiega l'avvocato Salvatore Cappai: "Esistono diverse soluzioni che consentono di garantire loro una vita tranquilla anche a seguito della morte dell’umano che se ne prendeva cura in vita. Tra le più comuni vi è la possibilità di prevedere – mediante testamento – un onere a carico dell’erede universale vincolandolo all'obbligo di accudire i propri animali domestici per tutta la durata della loro vita. Questo onere può essere definito, semplificando, come una clausola accessoria al testamento che fa sorgere un vero e proprio obbligo in capo all’onerato (in questo caso quello di prendersi cura degli animali). Se questi non adempie a tale compito rischia di perdere tutta o parte dell’eredità. Stessa operazione può essere compiuta in caso di lascito mediante legato testamentario. In questo caso il testatore individua un soggetto a cui lascia un bene (o un diritto patrimoniale) e a costui attribuisce anche l’onere di occuparsi dei propri animali".