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La Slovacchia autorizza l'abbattimento di 350 orsi su una popolazione di circa mille esemplari. Si tratta di un quarto degli orsi bruni del Paese. La decisione del governo slovacco è arrivata il 2 aprile, a seguito dell'ultimo attacco mortale di orso, avvenuto in un'area boschiva del Comune di Detva.
Rispetto all'anno scorso, quando ne furono abbattuti 93, quest'anno in Slovacchia verranno uccisi 257 orsi in più.
Perché la Slovacchia vuole abbattere 350 orsi: dichiarata emergenza in 55 contee
L'incidente mortale di Detva, in cui un 59enne è morto dopo l'incontro con un orso nel bosco di Zapriechody, ha riportato il tema al centro del dibattito politico. Secondo il governo slovacco, nel 2024 si sono verificati circa 1.900 attacchi di orsi in varie aree del paese. Sulla base di questi numeri le autorità hanno dichiarato lo stato di emergenza in 55 delle 72 contee slovacche, cosa che ha consentito al Ministero dell'Ambiente di rilasciare più facilmente l'autorizzazione all'abbattimento degli animali.
Il primo ministro Robert Fico difendendo l'iniziativa ha dichiarato che gli slovacchi "non possono vivere in un paese in cui la gente ha paura di andare nei boschi", mentre il ministro dell'Ambiente Toma Taraba ha ribadito che gli attacchi nei confronti delle persone sono in crescita.
Diverse organizzazioni ambientaliste però hanno criticato questa decisione, sostenendo che violi le normative europee sulla protezione dell'orso bruno. Il WWF ha sottolineato come l'abbattimento non sia risolutivo del problema alla base del conflitto uomo-animale, come una migliore gestione dei rifiuti urbani.

La stessa reazione si è verificata in Romania a luglio 2024. Qui si trova la più grande popolazione di orsi bruni d'Europa, stimata in circa 8.000 esemplari. Dopo una serie di attacchi mortali, il parlamento rumeno ha approvato l'abbattimento di 481 orsi, più del doppio rispetto all’anno precedente.
Gli orsi bruni sono davvero pericolosi? L'esperto: "Siamo noi ad essere troppi"
La Slovacchia ospita una popolazione significativa di orsi bruni (Ursus arctos), stimata in oltre mille esemplari. Gli orsi sono per loro natura molto diffidenti nei confronti degli esseri umani, ma possono diventare pericolosi se si sentono minacciati, magari a seguito di un incontro improvviso, e le occasioni di contatto aumentano quando vengono attratti dalle fonti di cibo nelle aree abitate.
Quando un orso capisce che a ridosso delle comunità antropiche ha facile accesso al cibo, ecco che si stabilisce in quell'area e la sua distanza dalle persone diminuisce significativamente, aumentando il rischio di uno scontro. Esperti come Luigi Boitani, tra i maggiori studiosi di grandi carnivori, sottolineano che la gestione dei rifiuti e la prevenzione dell'accesso degli orsi alle fonti di cibo umane sono fondamentali per ridurre il rischio di attacchi: "Dire che gli orsi sono troppi è un concetto relativo. Volendo stare ai numeri, siamo noi a essere troppi. Quindi, piuttosto che concentrarsi su questo bisognerebbe puntare a ridurre le interazioni negative con le persone, per farlo il numero di orsi è irrilevante. Se vogliamo coesistere con gli animali selvatici, che siano 10 o 100, dobbiamo ridurre al minimo i comportamenti che possono portare a un attacco, ma dobbiamo comunque tenere presente che il rischio non è mai zero".