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I topi possono davvero rianimare i propri simili? Ecco come soccorrono i compagni privi di sensi

I topi mostrano comportamenti di aiuto nei confronti dei propri simili anestetizzati sorprendentemente simili al primo soccorso umano. Di fronte a un compagno privo di sensi lo annusano, lo toccano, lo mordicchiano e gli tirano persino la lingua fuori dalla bocca per liberare le vie respiratorie.

24 Febbraio 2025
10:54
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Un topo tenta di rianimare un proprio simile privo di sensi. Foto da Sun et al., 2025

Nel mondo della ricerca sul comportamento animale, ogni tanto emergono scoperte ed evidenze che ci lasciano a bocca aperta e che cambiano radicalmente il modo in cui guardiamo alle altre specie. Una di queste riguarda i topi, che sembrano proprio essere in grado di tentare una sorta di "rianimazione" nei confronti dei propri simili privi di sensi. Secondo infatti un nuovo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Science, questi piccoli roditori adottano comportamenti specifici quando si trovano di fronte a un compagno in stato di incoscienza: lo annusano, lo toccano, lo mordicchiano e gli tirano persino la lingua fuori dalla bocca, proprio come se stessero cercando di salvarlo da un blocco respiratorio.

Questa osservazione ha impressionato e sorpreso parecchio i ricercatori, che hanno voluto approfondire questi comportamenti attraverso alcuni esperimenti in laboratorio. Gli scienziati hanno quindi mostrato ad alcuni topi dei loro compagni anestetizzati e hanno studiato le loro reazioni. Il risultato? I roditori attuavano comportamenti d'aiuto mirati e ricorrenti, che suggeriscono proprio l'esistenza di un impulso istintivo di assistenza nei confronti dei propri simili in difficoltà. Si tratta di un comportamento prosociale – ovvero di cura e aiuto nei confronti degli altri – che si pensava fosse esclusivo di noi esseri umani.

La rianimazione dei topi è efficace?

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I tentativi di rianimazione, che spesso includevano anche il tirare fuori dalla bocca la lingua, funzionavano e aiutavano i topi anestetizzati a riprendersi più rapidamente. Foto da Sun et al., 2025

Ciò che però rende ancora più straordinario questo comportamento è che sembra effettivamente funzionare molto bene. Durante le osservazioni in laboratorio, i ricercatori hanno notato che i topi sottoposti a queste cure si risvegliavano più rapidamente rispetto a quelli lasciati da soli. In un altro esperimento parallelo, i "soccorritori" riuscivano addirittura a rimuovere oggetti estranei dalla bocca dei loro compagni, aumentando ulteriormente le probabilità di riprendersi.

In media, i topi dedicavano quasi la metà del tempo di interazione verso compagni privi di sensi quando stavano insieme, mentre prestavano attenzione agli individui coscienti solo per il 5,8% del tempo. Inoltre, le cure erano più intense tra individui che si conoscevano già, suggerendo quindi anche l'esistenza di un legame sociale molto forte alla base del comportamento: i topi aiutavano con maggiore vigore gli "amici". Queste evidenze aprono inevitabilmente nuove domande sulla cognizione animale e sull'origine biologica dell'assistenza reciproca.

L'altruismo negli animali: diversi modi di aiutare gli altri

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Comportamenti altruistici di auto e supporto reciproco sono stati già osservati in altri animali, come gli scimpanzé

Comportamenti altruistici e di assistenza nei confronti di proprio simili, non sono completamente una novità negli altri animali. In molte specie sociali, tra cui elefanti, scimpanzé e delfini, è stato già dimostrata l'esistenza di comportamenti di supporto e aiuto reciproco in situazioni di emergenza. Toccare, leccare, spingere o addirittura "colpire" un compagno in difficoltà sono azioni osservate in diverse specie, ma ora anche i piccoli i topi sembrano aggiungersi alla lista in maniera prepotente. Ma cosa spinge un animale a comportarsi in questo modo?

Secondo gli scienziati, l'altruismo non è necessariamente legato alla consapevolezza o all'empatia nel senso umano del termine, come accade anche in altre specie. Potrebbe infatti trattarsi anche di un riflesso innato, un comportamento istintivo selezionato dall'evoluzione perché aumenta la sopravvivenza del gruppo. E nei topi, questa propensione sembra manifestarsi con un'attenzione particolare verso la bocca e la lingua del compagno in difficoltà, proprio come se riconoscessero l'importanza di mantenere libere le vie respiratorie.

I topi vogliono davvero salvare la vita dei propri compagni?

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I topi ci stanno offrendo una nuova prospettiva sul significato biologico e sociale dell’aiutare e soccorrere i proprio simili

I video diffusi dagli scienziati in cui si vedono i topi "rianimare" i propri compagni anestetizzati sono infatti piuttosto impressionanti e sembrano proprio suggerire un certo livello di intenzionalità e consapevolezza. È possibile che questo comportamento sia addirittura una forma rudimentale di primo soccorso come quello umano? O si tratta "semplicemente" di un meccanismo istintivo volto a mantenere in vita un membro del gruppo, am senza una piena consapevolezza?

Sarebbe davvero molto facile antropomorfizzare questi risultati e questi comportamenti, ma proprio per questo è molto importante non lasciarsi trasportare dal desiderio di voler attribuire un livello così complesso di intenzionalità e consapevolezza in questi piccoli roditori. Tutto è possibile, ma è ancora presto per dirlo. Quel che è certo è che i topi ci stanno offrendo una nuova prospettiva sul significato biologico e sociale dell'aiutare e soccorrere i proprio simili, persino in animali apparentemente così piccoli e lontani da noi.

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