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5 Aprile 2025
16:31

I bonobo “parlano” tra loro con un linguaggio molto simile a quello umano

Un nuovo studio dimostra che i bonobo sanno combinare tra loro diversi richiami per creare "frasi" molto più complesse, una caratteristica alla base del linguaggio umano considerata da sempre una nostra esclusiva.

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I bonobo combinano tra loro più richiami per creare combinazioni di suoni più complesse. Un’abilità considerata spesso un’esclusiva del nostro linguaggio. Foto di Martin Surbeck, Kokolopori Bonobo Research Project

Siamo ancora abituati a pensare che il linguaggio, inteso come la capacità di combinare parole per creare frasi e significati molto più complessi, sia un'esclusiva tutta nostra, il marchio di fabbrica dell'essere umani. Eppure, ancora una volta, la natura ci dimostra che in fin dei conti non siamo poi così unici come ci piace credere. I bonobo come il famoso Kanzi, recentemente scomparso, "parlano" tra loro in un modo che somiglia molto più al nostro di quanto avessimo mai immaginato fino a oggi.

Un nuovo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Science e condotto dai ricercatori dell'Università di Zurigo e di Harvard ha dimostrato che i bonobo (Pan paniscus), i nostri parenti viventi più stretti insieme agli scimpanzé, utilizzano combinazioni vocali molto complesse che non solo hanno un significato preciso, ma funzionano anche seguendo le stesse logiche che regolano il linguaggio umano: si chiama composizionalità.

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Tupac, uno dei giovani bonobo studiati dai ricercatori. Foto di Lukas Bierhoff, Kokolopori Bonobo Research Project

La composizionalità è la capacità di mettere insieme parole (o, nel caso dei bonobo, suoni) in modo tale che il significato dell'insieme non sia solo la somma delle parti, ma qualcosa di più. Questa capacità richiede un livello di abilità cognitive notevoli e non così comuni negli altri animali. Eppure, i bonobo lo fanno. E per scoprirlo, i ricercatori hanno registrato e studiato per 8 mesi centinaia di vocalizzazioni dei bonobo che vivono nella Riserva di Kokolopori, nella Repubblica Democratica del Congo, l'unico posto al mondo a ospitare questa specie.

Applicando strumenti e metodi presi in prestito dalla linguistica, sono così riusciti a creare una sorta di "dizionario" dei richiami dei bonobo, attribuendo un significato specifico a ciascun tipo di suono. «Questo è un passo fondamentale per comprendere la comunicazione delle altre specie», ha spiegato in un comunicato Mélissa Berthet, ricercatrice all'Università di Zurigo e prima autrice dello studio. «È la prima volta che riusciamo a determinare il significato di ogni richiamo all'interno dell'intero repertorio vocale di un animale».

Ma non si sono fermati qui. Dopo aver identificato il significato dei singoli richiami, i ricercatori hanno anche analizzato le varie combinazioni. E qui arriva la scoperta più importante: molte di queste combinazioni vocali seguono le stesse regole composizionali del linguaggio umano e servono a comporre "frasi" molto più complesse. «I bonobo possiedono una forma di comunicazione che, per struttura e funzione, è molto più vicina al linguaggio umano di quanto avessimo mai pensato», ha detto invece Simon Townsend, coautore dello studio.

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Olive, una femmina mentre richiama l’attenzione degli altri membri del gruppo. Foto di Lukas Bierhoff, Kokolopori Bonobo Research Project

Ma cosa significa tutto questo dal punto di vista evolutivo? Vuol dire che le radici biologiche del nostro linguaggio affondano in un passato molto più antico di quanto pensato fino a oggi. Bonobo e esseri umani condividono un antenato comune vissuto circa 7 milioni di anni fa, e già quell'antenato, molto probabilmente, aveva sviluppato una forma "primitiva" di comunicazione composizionale che poi ha lasciato in eredità sia a noi che a loro, in forme e modalità che naturalmente hanno preso poi strade evolutive differenti fino a oggi.

Secondo gli autori di questo studio, quindi, la composizionalità non è nata con gli esseri umani, ma era già presente nei nostri antenati primati. In altre parole, le fondamenta del nostro linguaggio potrebbero essere molto più antiche e condivise di quanto pensassimo. Nel frattempo, nel profondo delle foreste dell'Africa centrale, i bonobo continuano a "parlare" tra loro ricordandoci che anche la comunicazione – quella vera, fatta di significati combinati e condivisi – è un filo sottile che ci tiene legati alle altre specie sul grande albero della vita.

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