;Resize,width=638;)
Oggi, il 27 febbraio, si celebra la Giornata Mondiale dell’orso polare, un’occasione per celebrare questo animale straordinario e sensibilizzare le persone sullo stato critico in cui si trova la sua popolazione. La giornata è stata istituita dalla Polar Bears International proprio per richiamare l’attenzione globale sui pericoli che minacciano l’orso polare cone i cambiamenti climatici e la graduale scomparsa del suo habitat naturale.
Secondo l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), l’orso polare è classificato come vulnerabile, con una popolazione stimata tra i 22.000 e i 31.000 esemplari. Il numero è in calo a causa dello scioglimento dei ghiacci, della riduzione delle prede e dell’inquinamento. I ricercatori mettono in guardia: se le attuali tendenze climatiche non cambieranno, il numero degli orsi polari potrebbe ridursi drasticamente entro la fine del secolo.
Giornata Mondiale dell’orso polare, perché si celebra il 27 febbraio
La Giornata Mondiale dell’orso polare è stata istituita dall’organizzazione ambientalista Polar Bears International (PBI) per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di proteggere questa specie. Si celebra ogni anno il 27 febbraio perché è uno dei periodi in cui il ghiaccio marino artico raggiunge la sua massima estensione annuale, prima di iniziare a sciogliersi con l’arrivo della primavera.
E come ricordano dal Polar Bears International, questo è anche il momento in cui i cuccioli sono in tana con le loro mamme: "Quello della tana è il momento più vulnerabile nella vita di un orso polare. E in un Artico che si riscalda, dove gli orsi polari affrontano enormi sfide, la sopravvivenza di ogni singolo cucciolo è di fondamentale importanza. I cuccioli di orso polare nascono in tane invernali nascoste sotto la neve. Alla nascita sono ciechi, pesano poco più di una libbra e hanno solo un leggero strato di pelliccia per proteggerli dal freddo. Le famiglie rimangono nella tana fino alla primavera, quando i cuccioli sono finalmente abbastanza grandi da sopravvivere ai rigori delle condizioni artiche esterne".

È perfettamente adattato al freddo e alla vita sul ghiaccio, ma proprio il ghiaccio marino, fondamentale per la sua sopravvivenza, sta scomparendo a causa del riscaldamento globale. La riduzione del ghiaccio marino provocata dai cambiamenti climatici rende sempre più difficile l’allattamento dei cuccioli di orso polare: le femmine, costrette a digiuni sempre più lunghi, non riescono a produrre latte di qualità o a sufficienza per i propri piccoli.
L’obiettivo che ha portato all'istituzione di questa giornata è proprio quello di diffondere informazioni sui pericoli che minacciano gli orsi polari e promuovere azioni globali per la loro tutela. Tra le iniziative proposte ci sono campagne di educazione ambientale, programmi di ricerca scientifica e progetti per ridurre le emissioni di gas serra, la principale causa del riscaldamento globale.

In questa giornata le organizzazioni ambientaliste invitano il maggior numero di persone possibile a fare la propria parte, ad esempio riducendo il consumo di energia, adottando stili di vita più sostenibili e sostenendo progetti di conservazione. Inoltre, governi e istituzioni sono chiamati a prendere misure più severe per limitare l’inquinamento e proteggere l’habitat dell’orso polare.
L’orso polare, le caratteristiche che lo rendono unico
L’orso polare (Ursus maritimus) è un animale straordinario e vive nelle regioni artiche di Canada, Alaska, Groenlandia, Norvegia e Russia. Con un peso che può superare i 700 chili nei maschi adulti e una lunghezza che può raggiungere i 3 metri, è il più grande carnivoro terrestre e anche tra gli orsi più pericolosi e aggressivi al mondo.
Il suo corpo è coperto da un folto strato di pelliccia che non congela mai e che lo aiuta a mimetizzarsi tra i ghiacci. Sotto la pelliccia, la pelle è scura, un adattamento che gli permette di assorbire il calore del sole. Inoltre, uno spesso strato di grasso lo isola dalle temperature estreme.
L’orso polare è un eccellente nuotatore: può percorrere lunghe distanze in acqua, fino a 100 chilometri senza sosta, grazie alle sue potenti zampe palmate. Questa abilità è essenziale per cacciare le foche, la sua principale fonte di cibo, ma che negli ultimi anni gli ha permesso anche di raggiungere alcuni centri antropizzati, come la piccola comunità canadese di Churchill, che ha imparato a convivere con questa specie. Nella maggior parte dei casi però gli incontri tra persone e orsi polari hanno una sola conclusione: la morte. Questo animale è dotato di una forza incredibile che in condizioni normali usa per rompere il ghiaccio e catturare le foche, aspettando pazientemente vicino ai buchi nella banchisa da cui emergono per respirare.

Nonostante le dimensioni imponenti, però, gli orsi polari possono muoversi con estrema agilità sulla neve e sul ghiaccio, grazie alle loro zampe larghe che funzionano come delle racchette da neve naturali.
Orso polare: una specie a rischio estinzione
L’orso polare è una delle specie più minacciate dai cambiamenti climatici. Il riscaldamento globale sta provocando la progressiva scomparsa del ghiaccio marino, fondamentale per la sua sopravvivenza. Senza il ghiaccio, gli orsi non riescono a cacciare le foche e devono percorrere distanze sempre più lunghe alla ricerca di cibo, rischiando di morire di fame e anche di scontrarsi con le persone.

A minacciare gli orsi è anche l'influenza aviaria: nel 2024 il Dipartimento di Conservazione Ambientale dell’Alaska ha confermato per la prima volta la morte di un orso polare a causa del virus. Anche l’inquinamento è un problema grave. Le sostanze tossiche rilasciate nell’ambiente, come i PCB e i metalli pesanti, si accumulano nei tessuti degli orsi attraverso la catena alimentare, causando problemi di salute e riduzione della fertilità. Inoltre, il traffico marittimo e l’estrazione di petrolio nell’Artico aumentano il rischio di incidenti e fuoriuscite di sostanze inquinanti.
L’essere umano ha un ruolo cruciale nella sopravvivenza dell’orso polare. Le attività industriali e l’uso di combustibili fossili contribuiscono all’aumento delle temperature globali, accelerando lo scioglimento dei ghiacci. Tuttavia, ci sono ancora possibilità di invertire la rotta: ridurre le emissioni di CO₂, proteggere le aree naturali e adottare misure di conservazione più efficaci sono passi fondamentali per garantire un futuro a questa specie straordinaria.