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La filariosi è una malattia parassitaria che colpisce i cani e altri animali, causata da vermi nematodi del genere Dirofilaria. Si trasmette attraverso la puntura di zanzare infette e può manifestarsi in due forme principali: la filariosi cardiopolmonare e la filariosi cutanea.
La prima è la più pericolosa, poiché i parassiti si insediano nel cuore e nei polmoni dell'animale, compromettendo la circolazione e la respirazione. La seconda, invece, provoca noduli sottocutanei che possono causare fastidio e infezioni secondarie. Entrambe le forme possono essere evitate seguendo alcune misure di prevenzione, una volta contratta invece è fondamentale intervenire tempestivamente rivolgendosi al proprio veterinario per la terapia.
Cosa succede al cane con la filaria? I sintomi più comuni
I sintomi della filariosi variano a seconda della gravità dell'infestazione e anche dello stato di salute del cane, la risposta alla malattia infatti dipende anche dal sistema immunitario dell'animale. Nella fase iniziale della malattia, la filariosi cardiopolmonare può essere quasi asintomatica o può manifestarsi con una leggera tosse e una stanchezza insolita.
Con il progredire dell'infezione però compaiono difficoltà respiratorie più evidenti, affaticamento costante, perdita di peso e, nei casi più avanzati, svenimenti e gonfiore addominale dovuto all’accumulo di liquidi. Nei casi più gravi il cuore e i polmoni subiscono danni irreversibili, portando a insufficienza cardiaca e, senza trattamento, alla morte del cane.
La filariosi cutanea, invece, si manifesta con la comparsa di piccoli noduli sottocutanei che possono infiammarsi o ulcerarsi. Sebbene meno pericolosa rispetto alla forma cardiopolmonare, può comunque essere fastidiosa e, se non trattata, può causare infezioni secondarie o diffondersi ad altri tessuti.
Dove e come si prende la Filariosi?

La filaria viene trasmessa dalle zanzare che fungono da vettori del parassita. Le zanzare del genere Culex, Aedes, Culiseta e Anopheles sono responsabili della filariosi cardiopolmonare, la più grave. Quando una zanzara punge un cane infetto, ingerisce le microfilarie presenti nel sangue dell’animale. Queste microfilarie maturano all’interno della zanzara per circa due settimane, dopodiché, attraverso una nuova puntura, possono essere trasmesse a un altro cane, completando così il ciclo biologico del parassita.
Le filarie adulte sono vermi lunghi fino a 20-30 centimetri, di colore biancastro, che producono un danno diretto alle strutture anatomiche in cui vivono e dove rimangono vitali per molti anni.
La filariosi è più diffusa nelle zone caratterizzate da un clima caldo-umido, come le regioni costiere o le aree vicine a specchi d’acqua stagnante, habitat ideali per la proliferazione delle zanzare. Tuttavia, con il cambiamento climatico e la diffusione di questi insetti anche in aree più temperate, la malattia si sta espandendo in zone dove un tempo era rara.
Cure e trattamenti per il cane con Filaria: quali sono le alternative possibili

Il trattamento della filariosi dipende dalla gravità dell’infezione e dallo stato di salute generale del cane. La terapia più comune per la filariosi cardiopolmonare prevede l’uso di farmaci specifici in grado di eliminare i parassiti adulti presenti nel cuore e nei polmoni. Tuttavia, questi trattamenti possono essere rischiosi, poiché la morte improvvisa dei vermi può causare ostruzioni nei vasi sanguigni e complicazioni cardiache. Per questo motivo, il cane deve essere monitorato attentamente da un professionista durante tutto il processo di cura.
Nei casi meno gravi, si possono utilizzare farmaci microfilaricidi che agiscono gradualmente, riducendo il numero dei parassiti senza causare reazioni troppo violente. Inoltre, durante il trattamento, l'animale deve essere tenuto a riposo assoluto per evitare che lo sforzo fisico aumenti il rischio di complicazioni.
Per quanto riguarda la filariosi cutanea, il trattamento è generalmente più semplice e prevede l'uso di antiparassitari specifici che eliminano le larve e gli adulti presenti nei tessuti. In alcuni casi, potrebbe essere necessario rimuovere chirurgicamente i noduli infetti, soprattutto se infiammati o ulcerati.
È la prevenzione però a giocare un ruolo cruciale: esistono farmaci compresse, spot-on o iniezioni annuali che impediscono lo sviluppo delle larve nel sangue del cane, proteggendolo dall'infezione anche in caso di puntura da parte di zanzare infette.
La Filaria si trasmette anche all’uomo?

La filariosi può colpire anche gli esseri umani, rientra quindi tra le zoonosi, ma nella nostra specie si manifesta in maniera molto diversa rispetto ai cani. Nell'uomo, il parassita non riesce a completare il suo ciclo vitale e raramente provoca sintomi gravi. Quando una zanzara infetta punge una persona, le larve possono localizzarsi in alcuni tessuti, formando piccoli noduli sottocutanei o, in rari casi, depositandosi nei polmoni. Tuttavia, a differenza di quanto accade nei cani, il parassita non si sviluppa fino allo stadio adulto, e la malattia rimane generalmente limitata.
Nonostante il rischio per l'uomo sia molto basso, la filariosi è endemica in alcune zone del mondo, ad esempio nelle regioni del nord Italia. In questi luoghi l'uso di repellenti e zanzariere può ridurre ulteriormente il rischio di trasmissione, proteggendo sia gli animali domestici che gli esseri umani.