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Tutti conosciamo i passeri. Sono tra gli uccelli che meglio si sono adattati alla vita urbana seguendo gli esseri umani in tutto il mondo da millenni. Ma quanti sanno davvero chi sono i passeri che vivono intorno alle nostre case e che vediamo beccare sul tavolino al bar? Con il termine "passero", infatti, si fa riferimento a diverse specie di uccelli anche molto differenti tra loro sia per aspetto che per abitudini. Solo in Italia, per esempio, sono almeno quattro quelle che vivono intorno a noi, sia in ambienti agricoli e centri abitati che in grandi città.
C'è la passera d'Italia (Passer italiae), che come si evince dal nome è la specie più diffusa nelle città italiane. Si tratta di una specie ibrida, nata dall'incrocio tra la passera europea e quella sarda ed è presente quasi ovunque nella Penisola. Anche quest'ultime due sono presenti nel nostro paese. La prima, Passer domesticus, è molto simile alla passera d'Italia, ma con la testa grigia nel maschio ed è più comune nel resto d'Europa e in alcune regioni alpine di confine, per questo è chiamata anche passera oltremontana.

La passera sarda (Passer hispaniolensis), invece, diffusa principalmente in Sardegna e in alcune zone della Sicilia e del sud Italia, ha un piumaggio più macchiettato sulla pancia dei maschi, ma per il resto è quasi identica a P. italiae. Infine, c'è la passera mattugia (Passer montanus), più legata agli ambienti agricoli e rurali e meno frequente nei grandi centri urbani, si riconosce per la macchia nera sulla guancia ed è l'unica a non avere dimorfismo sessuale: maschi e femmine sono uguali.
Come facilmente intuibile dai nomi citati, gli ornitologi e i naturalisti preferiscono utilizzare il femminile – quindi passera – per indicare in maniera "ufficiale" queste specie. Tuttavia, essendo uccelli presenti accanto a noi da millenni, tanto da diventare anche parte del folklore e del simbolismo in molte culture, nel linguaggio comune vengono ormai declinati abitualmente anche al maschile. Ma cosa ci raccontano, quindi, questi piccoli uccelli così ben adattati a vivere al nostro fianco?
Cosa simboleggia il passero? Significati simbolici e spirituali dell'uccellino

Il "passero" è considerato una sorta di "uccello base", non a caso ha dato il nome al gruppo di specie più grande di tutti: i passeriformi, che vuol dire proprio uccelli "dalla forma simile a quella di un passero". Questi uccelli vivono accanto a noi probabilmente da quando abbiamo inventato l'agricoltura e hanno quindi assunto nel tempo una grande valenza simbolica in diverse culture. Nell'antichità, per esempio, erano visti come un simbolo di libertà, proprio per la loro capacità di volare ovunque senza legami apparenti.
Nell'Antica Roma, il passero era associato a Venere, la dea dell'amore, e veniva considerato un messaggero di sentimenti puri e profondi, un po' come la colomba. Nella tradizione cristiana, il passero è invece legato all'umiltà e alla protezione divina. "Neppure un passero cade a terra senza il volere del Padre vostro", dice un passo del Vangelo di Matteo, suggerendo che anche le creature più piccole hanno un posto speciale nel grande disegno divino.

In molte culture orientali, invece, il passero rappresenta la gioia e la perseveranza, mentre nel folklore europeo si credeva che la sua presenza portasse messaggi dal mondo degli spiriti, simbolismo molto comune a tante altre specie di uccelli. Vederne uno vicino alla propria casa veniva quindi considerato un segno di fortuna o di un cambiamento imminente nella propria vita. Non sempre, tuttavia, questi piccoli uccelli sono stati considerati un segnale positivo, o perlomeno innocuo.
Proprio i passeri, in particolare la passera mattugia, sono stati i protagonisti nella lotta contro i cosiddetti «quattro flagelli» voluta da Mao Tse-tung in Cina per risollevare l'economia. Il presidente stabilì la necessità di sterminare zanzare, mosche, ratti e, appunto, passeri su larga scala tra il 1958 il 1962. Per sterminarli fu mobilitata in massa la popolazione cinese, ma quando ci si rese conto che i passeri, oltre a mangiare i raccolti tenevano sotto controllo anche gli insetti, venne tutto fermato. Ma era ormai troppo tardi e l'economia precipitò.
Perché i passeri entrano nelle nostre case e nei nostri giardini?

I passeri, come già anticipato, sono una delle specie sinantropiche – quelle che vivono accanto agli esseri umani – per eccellenza. Come per esempio rondini e rondoni, non vivono infatti in boschi, montagne o altre aree "selvagge", ma negli ecosistemi rurali e urbani. Campagne e città sono i loro habitat ed è quindi comune vedere i passeri avvicinarsi alle abitazioni, entrare nei giardini o addirittura infilarsi all'interno delle case. Ma cosa li attira davvero? Perché si trovano così bene accanto a noi?
Uno dei motivi principali è la loro dieta. I passeri sono uccelli opportunisti e si nutrono di semi, briciole e insetti. Balconi, cortili, piazze e giardini possono rappresentare una fonte preziosa di sostentamento. Un altro fattore determinante è la loro biologia riproduttiva. I passeri non costruiscono il nido tra i rami degli alberi, ma all'interno di cavità, come fessure nei muri, tegole dei tetti e buchi nelle pareti. Le nostre case e le nostre città offrono numerosi siti adatti per nidificare, motivo per cui questi uccelli si sono stabiliti così bene in città.

Tuttavia, nonostante la loro storica abbondanza, i passeri stanno vivendo un declino molto preoccupante. Negli ultimi anni, il loro numero è diminuito drasticamente per tutte le specie, a causa di numerosi fattori. Il cambiamento dell'habitat urbano, la riduzione delle aree verdi, l'uso di pesticidi che riduce il numero di insetti e la mancanza di cavità e siti di nidificazione, hanno portato a un calo drastico delle popolazioni di passeri in tutta Europa.
I passeri, da uccelli più abbondanti e diffusi, sono oggi considerati in serio rischio di estinzione. Vedere un passero intorno alle nostre case significa quindi assistere a una storia di convivenza millenaria, che purtroppo sta ora vivendo uno dei suoi capitoli più difficili. Possiamo però aiutarli, installando cassette nido, limitando l'utilizzo di pesticidi e fornendo spazi sicuri per la nidificazione. La loro presenza nelle nostre città è un segnale positivo e mantenerlo è una nostra responsabilità che dovremmo sentire tutti.