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I cani parlano. Non lo fanno con le parole, naturalmente, ma con una "lingua" tutta loro che, se impariamo ad ascoltare e interpretare, ci racconta molto più di quanto si possa pensare. I messaggi viaggiano però attraverso canali comunicativi differenti, come le posture del corpo, i movimenti della coda, gli sguardi, le espressioni facciali, ma anche gli odori e le vocalizzazioni. Persino ringhiare e mostrare i denti è un segnale di comunicazione, anche se ci spaventa perché lo associamo da sempre a minacce, aggressività e "cattiveria".
Tuttavia, la realtà è molto diversa. Quando un cane ringhia, infatti, non sta perdendo il controllo, non sta per attaccare e, soprattutto, non è "cattivo". Anzi, sta cercando di dirci qualcosa e spesso lo fa in modo molto chiaro, proprio con l'obiettivo di evitare un conflitto o uno scontro. Il ringhio è infatti un segnale di comunicazione che ci invita a fermarci, a riflettere. È il suo modo di avvisarci che c'è un confine che non vuole venga superato. Ma, naturalmente, può avere tanti significanti diversi anche in base al contesto e all'individuo.
Perché il cane ringhia e scopre i denti?

Dietro un ringhio non c'è infatti mai un solo significato. Il contesto, la personalità del cane, la sua storia, il momento preciso in cui accade: tutto contribuisce a interpretare davvero cosa ci sta comunicando. Uno dei motivi più frequenti, tuttavia, è la percezione di una minaccia. Non l'intenzione di "minacciare", ma sentirsi minacciato. Un cane può infatti ringhiare perché ha paura, perché si sente in pericolo, perché non sta bene o perché prova dolore. Lo fa quando si sente vulnerabile. Pensiamo per esempio a un cane costretto e senza via di fughe, oppure avvicinato da un estraneo un po' troppo invadente.
Il ringhio, in questi casi, è un avvertimento, una richiesta di distanza. Non è un gesto di minaccia, ma un tentativo di mantenere l'equilibrio, di non arrivare allo scontro che, quasi sempre, significa morso. Ci sono poi altre interpretazioni, come la possessività, che non è altro che la difesa di qualcosa che per lui ha valore: una ciotola, un giocattolo, un luogo dove si sente al sicuro, come la cuccia, ma anche una persona. In questi casi il ringhio è il segnale che il cane sta proteggendo ciò che ritiene importante. Un cane, poi, può persino ringhiare per gioco. Pensiamo al classico "tira e molla": in quel contesto, il ringhio è parte del rituale ludico. La differenza, come sempre, la fanno l'intensità, il tono e il contesto.
Tuttavia, le cose si complicano quando il ringhio e i denti compaiono nei rapporti familiari, tra cane e umani in casa. Se un cane ringhia quando un membro della famiglia si avvicina alla ciotola, alla cuccia o al divano, siamo di fronte a un segnale da non sottovalutare. Non è una "sfida al potere" o un tentativo di "dominare" come si pensava erroneamente in passato, ma la manifestazione di un disagio. Probabilmente c'è qualcosa che non va nella relazione con le persone di casa, nel suo passato o nel rispetto dei suoi spazi. In questi casi, occorre rivolgersi a un istruttore cinofilo per individuare le cause profonde e il percorso più adatto per risolvere o imparare a gestire conflitti e disagi.
I bambini, invece, meritano un discorso a parte. I piccoli umani sono spesso spontanei, energici, ma invadenti, quasi sempre senza volerlo. Un cane che ringhia a un bimbo probabilmente gli sta dicendo che non vuole essere toccato, strattonato, disturbato. Non vuole fargli del male, vuole solo spazio e distanza. E qui, naturalmente, il ruolo degli adulti è fondamentale nell'educare i bimbi al rispetto degli animali e lo stesso vale per gli estranei. Anche in questo caso, non si tratta di maleducazione o aggressività, ma di una richiesta. Naturalmente, la storia, la personalità e le motivazioni del cane possono influenzare questo tipo di comunicazione. Cani con una forte motivazione territoriale o protettiva, come quelli da guardia, usano molto il ringhio.
Cosa fare se il nostro cane mostra i denti e ringhia alle persone

Quando un cane ringhia, la prima reazione istintiva è quasi sempre provare paura. Tuttavia, dovremmo invece sforzarci a prestare attenzione, cercare di capire cosa sta cercando di dirci. Perché il ringhio può essere un segnale che precede un morso, ma non è un punto di non ritorno. Siamo ancora in tempo per fermarci e capire in cosa stiamo sbagliando per evitare un'escalation. La prima cosa da fare è fermarsi, mantenere la calma, non guardarlo negli occhi, non alzare la voce, non toccarlo e, ovviamente, non punirlo. Non serve, può solo peggiorare le cose. In quel momento, il cane ha bisogno di spazio e noi dobbiamo rispettarlo.
Poi, bisogna cercare di capire il perché ci sta chiedendo di lasciarlo in pace o di allontanarci. Dove ci troviamo? Cosa stava facendo prima? Chi altri c'è insieme a noi? A volte, la risposta non è così difficile da capire: stavamo toccando la sua ciotola, cercando di spostarlo dal divano, lasciando che un bambino lo infastidisse. In altri casi, invece, serve l'aiuto di un esperto, come un educatore o un istruttore cinofilo che ci aiuti a leggere quel comportamento nel contesto della relazione che abbiamo costruito (o non costruito) con lui. Non esiste una soluzione univoca e sempre valida: ogni cane è un individuo diverso, ogni famiglia un piccolo ecosistema a parte.
Una cosa però è certa, ignorare il ringhio, o peggio ancora punire il cane, non è mai la scelta giusta. Significa togliere al cane la possibilità di comunicare, di "parlare" in modo chiaro, lasciandogli come unica alternativa l'escalation verso comportamenti molto più gravi e che davvero non vorremmo mai vedere. E quando il ringhio arriva da un cane che non conosciamo? valgono sempre le stesse regole: spazio, calma, niente sguardi diretti. Non siamo obbligati a "fare amicizia" con tutti i cani che incontriamo nella nostra vita, e nemmeno loro lo sono con noi. Alcuni ci diranno subito di no e, ovviamente, non possiamo fare altro che ascoltarli e rispettarli.