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I pappataci, conosciuti anche come flebotomi, sono piccoli insetti appartenenti al genere Phlebotomus (la specie più diffusa e conosciuta è P. papatasi). Fanno parte dell'ordine dei ditteri, lo stesso di mosche, moscerini e zanzare, a cui somigliano molto. Le femmine adulte si nutrono di sangue e loro punture sono molto temute da chi vive con cani e gatti, poiché possono trasmettere virus e altre pericolose malattie. In particolare, questi piccoli insetti sono i principali vettori della leishmaniosi, una patologia grave che colpisce soprattutto i cani, ma che può interessare anche i gatti e, in rarissimi casi, gli esseri umani.
Qual è il periodo di attività dei pappataci?
I pappataci prediligono i climi caldi e umidi, per questo sono molto diffusi nei paesi tropicali, sub-tropicali e nell'area mediterranea. Come altri insetti, seguono un ciclo vitale molto preciso e fortemente stagionale, per cui sono più attivi da adulti soprattutto nei mesi più caldi dell'anno. In Italia, il periodo di massima presenza va solitamente dalla primavera fino all'inizio dell'autunno, con un picco che spesso ricade tra giugno e settembre. Questi insetti hanno un ciclo vitale composto da quattro fasi: uovo, larva, pupa e adulto.
Le larve si sviluppano in ambienti umidi e ricchi di materiale organico, come terriccio, crepe nei muri e anfratti bui. Gli adulti, invece, sono attivi soprattutto nelle ore serali e notturne, quando le temperature sono più miti e il rischio di disidratazione è minore. Gli adulti sono molto più piccoli delle zanzare, misurano massimo 3 mm e hanno un colore giallo-marrone. Somigliano molto alle mosche degli scarichi (Clogmia albipunctata). Entrambi hanno un corpo piccolo e peloso, ma solo i pappataci trasmettono malattie.
Cosa provoca in cani e gatti il morso di pappataci? I rischi per gli animali domestici

La puntura dei flebotomi non è infatti solo fastidiosa, ma può essere anche molto pericolosa per i nostri amici a quattro zampe. Il principale rischio è la trasmissione della leishmaniosi, una malattia causata dai protozoi parassiti del genere Leishmania che colpisce il sistema immunitario del cane e, in misura minore, del gatto. I sintomi della leishmaniosi nei cani includono perdita di peso, lesioni cutanee, crescita anomala delle unghie, anemia e problemi renali.
Nei gatti, la malattia è fortunatamente meno comune, ma può talvolta manifestarsi con dermatiti, noduli cutanei e problemi oculari. Purtroppo, la leishmaniosi non ha una cura definitiva e richiede trattamenti a lungo termine per tenere sotto controllo i sintomi. Oltre alla leishmaniosi, le punture di pappataci possono causare anche altre malattie, come la febbre da pappataci e alcune forme di encefalite virale, oppure reazioni allergiche, irritazioni cutanee e, nei soggetti più sensibili, infezioni secondarie dovute al continuo grattarsi della zona colpita.
Come proteggere gli animali di casa dalla puntura dei pappataci
Proteggere gli animali domestici dai pappataci è perciò essenziale per prevenire la leishmaniosi e altre problematiche legate alle punture di questi insetti. L'utilizzo di antiparassitari specifici è uno dei metodi più semplici ed efficaci. Esistono collari, spot-on e spray repellenti formulati per allontanare anche i flebotomi, ma è importante scegliere prodotti adatti al proprio animale e seguire sempre le indicazioni del proprio veterinario di fiducia. Anche installare zanzariere è un buon modo per ridurre il rischio di ingresso in casa di questi insetti.
Mantenere l'ambiente domestico pulito riducendo l'umidità, aiuta invece a contrastare le condizioni che favoriscono la riproduzione e lo sviluppo delle larve. Un'ulteriore forma di protezione è la vaccinazione contro la leishmaniosi sviluppata da qualche anno. Sebbene non garantisca una protezione totale, il vaccino riduce il rischio di sviluppo della malattia. Riconoscere invece la puntura di un flebotomo non è semplice, ma spesso si manifesta con piccoli rigonfiamenti arrossati sulla pelle, accompagnati da prurito e irrequietezza.
Oltre a provare a bonificare le zone dove potrebbero nascondersi, quindi rimuovere materiale organico e accumuli di foglie in putrescenza, è utile anche far soleggiare soffitte e cantine. Infine, in caso di sospetto contatto con questi insetti, è sempre meglio consultare subito il proprio veterinario per un controllo più approfondito e per valutare eventuali test diagnostici più approfonditi. Prestare attenzione alla prevenzione è il modo migliore per proteggere i nostri animali.