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Un cane brachicefalo è un individuo condannato dalla nascita a una salute precaria e a una vita complessa dal punto di vista del benessere psicofisico. Il termine brachicefalo deriva dal greco e significa "testa corta" e i cani (e anche i gatti) di questa tipologia hanno un cranio corto e largo, con il muso schiacciato e il naso corto. Basta pensare, del resto, a un Bouledogue Francese o anche a un Mastino Napoletano, giusto per comprendere subito che ci sono soggetti sia di taglia piccola che grande che fanno parte di questa tipologia.
I cani brachicefali, a causa di una selezione estrema da parte dell'uomo volta alla crescente richiesta della domanda di cani di queste fattezze, sviluppano patologie legate proprio alla “sindrome brachicefalica” o BOAS (Brachycephalic Airway Obstruction Syndrome) o anche "sindrome ostruttiva delle vie aeree superiori".
Da anni i veterinari di tutto il mondo si sono appellati alle persone per non comprare più cani brachicefali, noto al riguardo è l'appello dell'associazione dei veterinari inglesi che ha lanciato la campagna "#BreedToBreathe" ("Alleva per respirare") per sensibilizzare l'opinione pubblica sui rischi associati all'allevamento e rivolta anche a colleghi, allevatori, commercianti e giornalisti al fine di rimuovere e non promuovere immagini di cani con tratti morfologici così estremizzati dall'intervento umano e a fare una corretta divulgazione al riguardo.
In Italia, l'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI), la Fondazione Salute Animale (FSA) e l'Ente Nazionale della Cinofilia Italiana (ENCI) hanno siglato un accordo di programma per tutelare i cani appartenenti a queste razze, promuovendo studi e azioni mirate sulla selezione genetica. L'associazione Save the Dogs anche si è spesa in prima linea, mettendo in evidenza quanto la popolarità di queste razze, alimentata soprattutto sui social da personaggi famosi e influencer, sta contribuendo a non far comprendere quanto patiscono questi cani per le sofferenze che sono loro inflitte dalla selezione sempre più estrema.
Quali sono i cani brachicefali?
Tra i cani brachicefali più noti ci sono il Bouledogue Francese e il Carlino ma anche il Boston Terrier, il Pechinese, il Cavalier King Charles, e individui di razza grande, come il Mastino Napoletano e il Dogue de Bordeaux. Sono tutti animali la cui selezione è stata al tal punto estremizzata da conferirgli l'aspetto fisico descritto in precedenza e le conseguenti patologie legate alla brachicefalia. Oltre a fare un elenco delle razze che abbiamo scelto tra i vari cani brachicefali, però, vogliamo raccontare qualcosa sulla loro personalità e le motivazioni che hanno. Perché lì dove appunto vengono comprati solo per questioni estetiche possano invece avere una vita degna di essere vissuta insieme a persone che ne apprezzano il carattere e vogliono davvero fare in modo che abbiano un'esistenza appagante.
Il Bouledogue francese

E' talmente diffuso che le persone pensano di sapere tutto del Bouldogue Francese e i rumori che fa quando respira vengono condivisi con spirito di ilarità, considerati come dei vezzi divertenti e buffi. La nostra puntata della serie "Che razza di storia" dedicata proprio al Bouldogue Francese spiega molto bene, grazie all'istruttore cinofilo Luca Spennacchio, l'origine di questi cani e le gravi patologie cui vanno incontro. Ma racconta anche quali sono le motivazioni di questo piccolo molosso che, al di là dell'aspetto relativo alla salute fisica, spesso non vengono proprio considerate a fronte dell'essere trattato come un pupazzo senza emozioni e cognizioni. Il Bouldogue Francese è un cane dall'animo dolce ma con una personalità forte e testarda anche se non ha un umano di riferimento che lo comprende e lo segue con coerenza.
Grazie alla sua motivazione sociale ama moltissimo la compagnia delle persone con cui condivide la vita. Lo stretto legame che crea è frutto anche della sua motivazione collaborativa e, compatibilmente proprio con la sua morfologia, ama fare passeggiate in natura e non solo nei centri commerciali dove invece lo si vede fin troppo spesso. Accennavamo alla sua personalità forte e ciò è dovuto proprio alla sua anima di molosso: è un cane territoriale e possessivo e i suoi spazi vanno rispettati, cosa da dire anche agli estranei perché essere toccati da tutti non gli piace proprio visto che è protettivo nei confronti di chi ama. Come abbiamo scritto su Kodami: "Mostrategli sempre buone intenzioni, siate chiari nella comunicazione, non sottovalutalo e… vi troverete a fianco un simpatico amico brontolante!".
A seguire la puntata di "Che razza di storia" che, non a caso, abbiamo intitolato "La dura vita di un cane brachicefalo":
Il Carlino

Un altro cane troppo spesso incompreso. Lo si vede spesso dentro ai passeggini, cosa che può essere comprensibile in caso di soggetti anziani che respirano con tanta difficoltà da non riuscire più nemmeno a camminare ma che risulta del tutto assurdo quando (e accade sempre più spesso) si tratta di individui giovani che non hanno mai messo, praticamente, le zampe a terra perché trattati manco come bambini dai loro umani di riferimento. Il Carlino è un mini-molosso dal cuore di leone, un cane che ha origini antichissime: nella Cina imperiale era considerato sacro ed era il custode dei templi in cui aveva il ruolo di guardiano. Del suo passato nulla rimane più per come è trattato alla stregua di un pupazzo ma ogni individuo che si vede in giro trattato così in realtà continua a scalpitare per far capire chi è, solo che non viene ascoltato. Il paragone con il leone, del resto, non è stato scritto solo per far presa sulle persone: una leggenda narra che un leone, innamoratosi perdutamente di uno scoiattolo, chiese agli Dei un aiuto per poter concretizzare il suo amore. Le divinità ascoltarono le sue preghiere e lo trasformarono proprio in un Carlino.
I cani di questa razza sono spinti da una forte motivazione affiliativa, si legano tantissimo alla loro famiglia e patiscono molto la solitudine. Una caratteristica tipica dei Carlini è la loro sonorità: ringhi, sbuffi, abbai bassi e rauchi e così via: fa tutto parte della sua motivazione comunicativa che va a compensare proprio quella difficoltà di espressione facciale dovuta alla selezione genetica che ha portato alla brachicefalia. "Da buon cane di compagnia – abbiamo scritto su Kodami – il Carlino è un vero e proprio angelo custode: le sue motivazioni epimeletica e et-epimeletica lo rendono un adorabile amico, sembra sempre che sappia esattamente cosa fare in base al vostro umore o ai vostri bisogni del momento".
Detto tutto ciò e ritornando all'inizio di questa descrizione, vivere con un Carlino come se fosse un pupazzo vuol dire privarlo della sua natura e non capire che la sua salute è legata a tutta la sfera psicofisica su cui bisogna agire in modo consapevole nel segno di un'amicizia e non di un animale da portare in giro per moda.
Il Boston Terrier

Il Boston Terrier viene percepito come "il cugino bello" del Bouledogue Francese e questo perch* la brachicefalia è leggermente meno evidente. La connotazione, anche in questo caso, è prettamente estetica nella media dei giudizi delle persone e un cane di questa razza è un altro esempio di animali presi per moda. Trattandosi però di un Terrier, a differenza di altri "piccoli" il suo carattere è più difficile da controllare e infatti se ne vendono meno perché a differenza già solo del Bouledogue Francese e del Carlino viene sconsigliato da chi fa business sugli animali sapendo che si consegnerebbe un soggetto poco tollerante allo stare poi chiuso in una borsetta, per capirci. Cane brachicefalo anche lui, rischia quindi di sviluppare patologie legate alla respirazione per via del muso particolarmente schiacciato, generato dalla manipolazione genetica.
Se siete già in compagnia di un Boston Terrier dovreste sapere cosa gli piace fare, se avete intenzione di prenderne uno perché vi piace esteticamente invece sappiate che vi chiederà grande impegno e dedizione una relazione con un cane di questa razza. "Non teme la competizione e, nonostante la piccola taglia, apprezza le proposte di gioco più attive e cinetiche – abbiamo scritto su Kodami – Ama mettersi in gioco anche in attività competitive come il gioco della treccia, ma non disdegna una tranquilla serata sul divano, soprattutto se fuori fa freddo". Non ci sembra un brutto quadro, anzi, ma è ancora una volta un invito alla consapevolezza nel caso vogliate condividere la vita con un Boston Terrier.
Il Pechinese

Ben 4000 anni di storia ci sono alle spalle del cane tutto toilettato che spesso si vede in giro nelle strade delle nostre città. Il Pechinese ha infatti origini che affondano tra le famiglie nobili che vivevano nel Palazzo Imperiale di Pechino dove era venerato e considerato il custode di Buddha. La leggenda narra che, grazie alla sua audacia, questi cani fossero in grado di proteggere le persone dagli sconosciuti ed dagli spiriti maligni. Il suo aspetto, con quel muso schiacciato e il mantello lungo e folto, ha fatto sì che un cane coraggioso e forte diventasse uno status symbol. E' un altro animale vittima delle mode che viene spesso comprato unicamente per canoni estetici.
"Anche se la sua personalità viene sottovalutata – abbiamo precisato su Kodami – e molti pechinesi sono obbligati a vite fatte di concorsi di bellezza e mostre canine. Questa razza mantiene ancora una forte identità e non ha perso però il suo leggendario coraggio: non stupitevi quindi se se ha un’attitudine molto sicura di sé e si fa valere senza timore di fronte a minacce molto più grandi di lui. Lui non ha dimenticato che, un tempo, la gente lo rispettava e si inchinava al suo passaggio".
Il Cavalier King Charles Spaniel

Molti Cavalier soffrono di una patologia comportamentale che li porta a mettere in atto il comportamento di rincorrersi la coda. Si chiama "tail chasing" e affligge anche i Pastori Tedeschi e altre razze. E' l'espressione di un grande disagio interiore, frutto spesso – dal punto di vista psicologico – della impossibilità di esprimere le proprie emozioni e essere compresi. Il Cavalier King Charles Spaniel è sicuramente un cane allegro e tenero, ideale per le famiglie, ma nonostante il suo carattere mite e il particolare aspetto che lo fanno sembrare un eterno cucciolo, bisogna sempre ricordare che si tratta di un cane le cui origini erano quelle di un cacciatore.
Da sempre abituato a stare a stretto contatto con le persone, il Cavalier King è visto come un “angioletto custode” e lo è decisamente: seguirà e si prenderà cura di ogni componente della famiglia sempre e in ogni contesto. "Questa predisposizione alla convivenza però ha anche un lato meno piacevole – abbiamo sottolineato su Kodami – non ama per niente essere lasciato solo, soffre molto l'allontanamento, anche se solo temporaneo, dalla sua famiglia e non avrà certo problemi a dimostrarlo attraverso abbai e guaiti disperati, grazie anche alla motivazione comunicativa, molto alta". Ecco, questi segnali vanno compresi e non sminuiti se si vuole davvero che, oltre a probabili patologie fisiche dovute alla brachicefalia, non vi siano risvolti negativi anche dal punto di vista emotivo.
Il Boxer

Chiunque abbia vissuto negli anni 80 o anche 90 stenta oggi a riconoscere i Boxer. Il muso si è accorciato sempre di più, le labbra pendolano in maniera estrema, gli occhi sono mediamente sempre lacrimanti. La selezione su questa razza negli ultimi 40-50 anni è stata senza scrupoli e priva di attenzione nei confronti del benessere dei cani. Questa modalità ha inciso anche sul carattere degli animali, sempre più tesi e iperattivi quando la loro anima molossa era caratterizzata dalla dolcezza e dalla simpatia in primis. Oltre ai problemi legati all'appartenere ai cani brachicefali, il Boxer spesso offre di problemi cardiaci e di displasia dell’anca e del gomito, di problemi cutanei e oculari. Gli individui di questa razza in passato subivano pure l’amputazione della coda e delle orecchie, un’abitudine crudele e dolorosa che al giorno d’oggi è fortunatamente vietata.
Il Boxer è un cane che ha una forte motivazione affiliativa e si lega in maniera profonda alle sue figure di riferimento: deve avere accanto una persona coerente, affidabile e serena – considerando che lui è sempre molto entusiasta – con cui condividere le esperienze. "Ha una forte sensibilità che gli permette di sapere in pochi istanti come vi sentite e se vive una relazione profonda con i suoi umani – è la nostra descrizione su Kodami – e può essere un vero amico che sa mettere allegria nel momento del bisogno". La sensibilità del Boxer lo porta a vivere con difficoltà la solitudine e troppo spesso viene fatto vivere solo in giardino, ancora.
Il Bulldog Inglese

Tra i cani brachicefali che hanno più problemi dermatologici c'è il Bulldog Inglese (e anche quello americano). Il suo aspetto è stato profondamente manipolato dall’uomo che lo ha reso "imbronciato" e tarchiato. Ha subito una profonda e dannosa manipolazione e soffre di molteplici problemi di salute anche a causa della pelle molto delicata che può sviluppare dermatiti e infezioni soprattutto nelle pieghe del muso. Come per il Bouldogue si può dire che ad oggi rappresenta un animale che ha subito una vera e propria tortura genetica: è davvero molto fragile dal punto di vista della salute e costretto ad un’esistenza di continui controlli veterinari. L'aspettativa di vita infatti è piuttosto breve.
Dal punto di vista del carattere si possono spendere solo buone parole per questi cani: si legano indissolubilmente alle persone cui afferiscono, le loro motivazioni affiliativa ed epimeletica sono altissime: condividere il tempo a stretto contatto con la famiglia è ciò che adorano e di conseguenza non amano la solitudine, tanto da arrivare a deprimersi se si sentono abbandonati. Sono dei cani testardi, se qualcosa non gli piace o non gli va di farla non li convincerete. Ma questa anche è la bellezza di riconoscere in ogni individuo emozioni e cognizioni diverse dalle nostre.
Il Mastino Napoletano

Ultimo ma non ultimo nella nostra selezione di cani che appartengono alla categoria dei brachicefali, il Mastino Napoletano è stato riscoperto durante le due Guerre Mondiali e si salvò dall’estinzione grazie ai pochi individui allevati nel napoletano e nell’avellinese. Da quel momento è stato “riscoperto” ma ha subìto una trasformazione radicale: si è appesantito e si è riempito di rughe fin sopra gli occhi. Oggi, dimenticando le sue motivazioni e la sua natura di molosso, viene adottato soprattutto per via dell'aspetto, spesso non sapendo nemmeno che è un brachicefalo, perché piacciono proprio le pieghe del corpo e motivo per cui la selezione è stata sempre più spinta ad ottenere soggetti dalla pelle cadente.
Anche nel suo caso oltre alle patologie legate all'apparato respiratorio è proprio la sofferenza che scaturisce dalle malattie della pelle che incide sul benessere di questa razza che soffre anche, per la sua stazza, spesso di displasia dell’anca e del gomito ed altre patologie legate alle palpebre e agli occhi.
Anche al Mastino Napoletano abbiamo dedicato una puntata di "Che razza di storia" che consigliamo di vedere a chiunque stia pensando di vivere con un cane di questa tipologia o che vuole sapere di più sul suo compagno a quattro zampe. Ricordando che le sue motivazioni principali sono la territoriale, la protettiva, la possessiva, l'affiliativa, l'epimeletica, la competitiva e l'esplorativa dovrebbe essere chiaro che è un cane impegnativo cui dare molta attenzione e che è un compagno fedele e affettuoso ma anche che per proteggere la propria famiglia e la propria casa non fa sconti a nessun estraneo.
Le patologie più comuni tra i cani brachicefali
I problemi legati all'appartenere a una razza di questo tipo rientrano nella cosiddetta “sindrome brachicefalica” o BOAS (Brachycephalic Airway Obstruction Syndrome, o sindrome ostruttiva delle vie aeree superiori). Come ha scritto la veterinaria esperta in benessere animale Laura Arena su Kodami: "La causa di tale sindrome è da ricercarsi proprio nella loro struttura ossea. Questo crea una serie di anomalie che ostacolano il passaggio dell’aria e che determinano il caratteristico respiro di queste razze canine. Le anomalie sono principalmente: narici strette, palato molle allungato e ispessito, collasso laringeo e schiacciamento della trachea".
Tutti i soggetti di taglia piccola ne sono affetti e quelli di taglia grande possono presentare tale sindrome seppur con incidenza inferiore e minore gravità clinica.
La sindrome richiede spesso il controllo da parte del veterinario e in alcuni casi è indispensabile per la vita dell'animale procedere con un intervento chirurgico per migliorare la qualità della respirazione. Ma quali sono i sintomi che bisogna riconoscere? Spiega la veterinaria: "I più comuni dsono: respiro rumoroso, rumori russanti, tosse, respirazione a bocca aperta, affaticabilità, colpo di calore, sincopi e difficoltà ad alimentarsi. Il passo però dai rumori respiratori e l’affaticabilità alla vera e propria dispnea, o fame d’aria, è molto breve, e può avvenire a seguito di minimi stimoli come breve attività fisica, mutamenti climatici o aumenti di peso".
Le principali patologie dei cani brachicefali
Problemi respiratori dovuti alla BOAS
- Stenosi delle narici – Si tratta di una malformazione congenita tipica dei brachicefali che hanno le narici più strette rispetto alle altre tipologie di cani. Questa condizione limita la respirazione.
- Ipoplasia delle cavità nasali – Il termine "ipoplasia" deriva dal greco "ipo" (sotto o inferiore) e "plasis" (formazione). Riguarda sempre le cavità nasali ed è la condizione nella quale queste ultime non si sono sviluppate completamente sempre a causa della selezione genetica che ha portato alla formazione di un numero inferiore di cellule rispetto a quelle necessarie.
- Macroglossia – La lingua dei cani brachicefali si ingrossa in modo anomalo. La base della lingua praticamente occlude l'apertura della laringe e della trachea con conseguenti problemi di respirazione.
- Palato molle – Il palato è praticamente allungato e non assurge alla sua funzione rendendo invece difficile il passaggio dell'aria dalla bocca alla trachea.
- Ipoplasia tracheale – E' la ridotta crescita della trachea che genera sempre problemi relativi alla respirazione.
Problemi oculari
- Entropion – La palpebra si ripiega verso l'interno.
- Ectropion – La palpebra rotola verso l'esterno.
- Cheratite pigmentosa – Avviene la deposizione di pigmento sulla cornea.
- Ulcere corneali – Lesioni dolorose che possono compromettere la vista.
- Distichiasi – Presenza di una o più file aggiuntive di ciglia.
- Trichiasi – Deviazione delle ciglia.
- Cheratocongiuntivite secca – Particolare forma di coingiuntivite.
Problemi dermatologici
- Irritazione delle pieghe nasali – La piega di pelle tra il naso e gli occhi dei cani brachicefali può raccogliere sebo e umidità, può comportare uno sfregamento sugli occhi che causa una forma di irritazione cronica Le pieghe inoltre possono essere colonizzate da batteri, causando arrossamento e infiammazione.
- Piodermite – Sempre dovuta alla presenza delle pieghe cutanee, può manifestarsi in particolare in faccia, sulle labbra o nella vulva.
Problemi dell'apparato gastrointestinale
I cani brachicefali sono soggetti a patologie come l'ernia iatale e hanno problemi di digestione legati al tempo maggiore che ci impegna il cibo a transitare nell'esofago. Nella BOAS c'è correlazione tra le difficoltà respiratorie tipiche dei brachicefali e le patologie gastrointestinali a causa degli sforzi respiratori durante l'assunzione del pasto.