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Il gerbillo è un piccolo roditore diventato molto popolare come animale da compagnia. In realtà, con questo termine ci si riferisce a diverse specie appartenenti alla sottofamiglia Gerbillinae, diffuse prevalentemente in habitat aridi e semi-aridi di Africa e Asia. Tra queste, una delle più conosciute e diffuse anche come animale da compagnia è il gerbillo della Mongolia (Meriones unguiculatus), una specie agile, curiosa e resistente, adattata alle difficili condizioni della vita nel deserto. Ma nonostante la loro popolarità come animali da compagnia, i gerbilli rimangono comunque animali selvatici, non domestici, con esigenze eco-etologiche molto specifiche e difficili da replicare tra le mura domestiche.
Caratteristiche del gerbillo

I gerbilli sono piccoli roditori dal corpo snello e agile, con una lunghezza media che va dai 10 e i 12 centimetri, a cui si aggiunge una coda molto lunga e sottile, spesso ricoperta da una leggera peluria e con un piccolo ciuffo sulla punta. Il mantello, di solito color sabbia o marrone chiaro, è adatto a camuffarsi con la sabbia e gli ambienti desertici in cui vivono la maggior parte delle specie di gerbilli, ratti delle sabbie e altri piccoli roditori appartenenti a questo gruppo.
Tra le caratteristiche più iconiche di questi animali, ci sono sicuramente le zampe posteriori forti robuste, perfette per compiere salti sorprendenti, un adattamento molto utile sia per sfuggire ai predatori che per muoversi agilmente tra le dune e le rocce. I gerbilli hanno anche occhi molto grandi, adatti a percepire movimenti e pericoli anche in condizioni di scarsa luminosità. Un'altra caratteristica peculiare è la capacità di conservare l'acqua riducendo al minimo la produzione di urina, un altro adattamento all'ambiente desertico.
Cosa mangia il gerbillo? Alimentazione e dieta del piccolo roditore
In natura, il gerbillo ha una dieta molto diversificata, che varia sia a seconda delle specie e dell'ambiente, ma anche in funzione del periodo dell'anno. Tendenzialmente, è composta principalmente da semi, radici, foglie e piccoli insetti. Essendo però un animale adattato agli ambienti aridi e spesso poveri di risorse, deve essere necessariamente flessibile, adattabile e in grado sfruttare e conservare energie e acqua, che di solito assorbe direttamente dal cibo di cui si nutre.
Anche in cattività la sua alimentazione dovrebbe essere il più possibile simile a quella in natura, tuttavia è molto difficile riuscirci. Di solito, i gerbilli "domestici" vengono nutriti con miscele di semi specifiche, integrate con verdure come carote, zucchine e insalata. Occasionalmente, possono anche mangiare piccoli insetti, che aiutano a integrare le proteine. Anche in virtù di una dieta così particolare e difficile da replicare tra le mura domestiche, la diffusione del gerbillo come animale da compagnia andrebbe quindi fortemente scoraggiata.
Si può tenere un gerbillo come animale domestico?

Dieta a parte, esistono in realtà molte altre ragioni per cui non bisognerebbe incoraggiare questo fenomeno: i gerbilli sono innanzitutto animali selvatici, non domestici. Questo significa che non sono stati selezionati per vivere accanto agli esseri umani come è avvenuto con i cani, i gatti e tutti i veri animali domestici. Come qualsiasi altro animale selvatico, conserva quindi esigenze eco-etologiche molto specifiche ed estremamente difficili da soddisfare in cattività.
Uno dei principali problemi riguarda, per esempio, loro natura sociale: i gerbilli vivono infatti in piccoli gruppi familiari, solitamente formati da una coppia di genitori e dai loro figli. Troppo spesso, invece, vengono venduti e tenuti da soli, costringendoli a forte stress e sofferenza. Inoltre, il commercio di questi e altri animali esotici alimenta ancora troppo spesso le catture in natura, con conseguenze negative sia per le popolazioni selvatiche che per la possibile diffusione di specie aliene in caso di fughe o liberazioni volontarie.
Resta, naturalmente, anche la questione legata al benessere di questi animali, spesso allevati, venduti, trasportati e tenuti in condizioni pessime. Nonostante ci siano tanti allevatori e appassionati che sicuramente fanno di tutto per offrire ai propri gerbilli le migliori condizioni possibili è impossibile replicare le condizioni naturali in cui questi animali si sono evoluti. Per cui, anche se è legalmente possibile, questi piccoli roditori non andrebbero tenuti in casa. Il loro posto è liberi in natura, nel rispetto del loro ruolo negli ecosistemi desertici.