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4 Aprile 2025
10:28

Attira in casa un gattino e lo impicca: a processo un pensionato di Lecce

Un 68enne di Tricase, provincia di Lecce, è accusato di aver attirato e impiccato un gatto nel suo giardino. L'uomo comparirà davanti al giudice nel 2026 ma anche in caso di condanna potrebbe non scontare mai un giorno di carcere. Il Partito Animalista chiede pene più severe, intano le indagini stanno facendo luce su altri 8 casi di mici uccisi.

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Avrebbe attirato un gatto nel giardino della sua abitazione per poi impiccarlo. È questa l'accusa nei confronti di un 68enne della provincia di Lecce che adesso dovrà rispondere dei reati di maltrattamento e uccisione di animali. L'uomo è stato rinviato a giudizio davanti al Tribunale Penale di Lecce per "avere con crudeltà e senza necessità, cagionato la morte di un gatto al quale, in particolare, una volta catturato all’interno del giardino di pertinenza della propria abitazione […] procurava una asfissia meccanica serrandogli una fune al collo".

Cosa è successo al gattino impiccato nel Leccese: le testimonianze dei vicini

L'episodio si è verificato a Tricase, provincia di Legge, il 20 maggio 2024. Secondo alcuni testimoni l'uomo avrebbe attirato un gatto grazie a del cibo per poi attirarlo nel giardino della sua abitazione allo scopo di impiccarlo. Grazie alle dichiarazioni dei vicini il 68enne è stato identificato e successivamente rinviato a giudizio, ma secondo le ultime ricostruzioni il gattino impiccato non sarebbe solo uno. Le indagini infatti si stanno concentrando su altri 8 casi di gatti uccisi nella zona.

L'uomo il 9 gennaio 2026 dovrà comparire davanti al giudice del Tribunale di Lecce per rispondere del reato di uccisione di animale, punito dall'articolo dall'articolo 544bis del Codice penale. In caso di condanna la pena prevede la reclusione "da quattro mesi a due anni", ma con l'attuale ordinamento non dovrà scontare neanche un giorno di carcere. L'esiguità della pena fa sì che in questi casi sin possa evitare l'ingresso in un istituto penitenziario o persino veder cancellato l'illecito commesso.

La denuncia del Partito Animalista: "Non giriamoci dall'altra parte"

A denunciare l'episodio il Partito Animalista Italiano, che attraverso il presidente e avvocato Cristiano Ceriello, si è rivolto alla Procura della Repubblica di Lecce, chiedendo un processo immediato, "vista la crudeltà di questo gesto".

Per Ceriello "I fatti di di Tricase dimostrano come è improntate non girarsi dall’altra parte, ma segnalare e denunciare, sia per portare gli autori di questi orrendi crimini a processo, e non c’è crimine più efferato di chi lo commette contro gli indifesi, sia per far capire che non si può restare impuniti se si commettono reati contro gli animali. Certo le pene sono ancora troppo basse, ma per ora questa è un’altra lunga storia, e battaglia, da affrontare".

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